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Medicina
Maculopatia con il Biofeedback migliora nel 70% dei casi

Le maculopatie secche si evidenziano con esami strumentali di routine ed il trattamento medico è quasi sempre poco soddisfacente. Tuttavia, oggi è possibile stimolare la funzione visiva delle cellule sane circostanti alla retina alterata e atrofizzata con tecniche di biofeedback  ritenuta l’ultima frontiera terapeutica di questa patologia  che assicura una percentuale di risoluzione del 70% dei casi trattati con un conseguente miglioramento della funzione visiva.  

La maculopatia umida o neovascolare è curabile con farmaci antiangiogenici che - introdotti all’interno dell’occhio - consentono il riassorbimento quasi totale dei vasi neoformati, i quali – se trascurati - possono procurare emorragie maculari gravi responsabili di una importante forma di perdita della vista. Mentre, con i nuovi farmaci introdotti nel bulbo oculare è possibile proteggere efficacemente la retina centrale e risolvere la maculopatia.

Degenerazione maculare secca (non essudativa, non neovascolare)
 

In questa patologia oculare si manifestano lesioni denominate drusen che all’esame del fondo oculare appaiono come chiazzette giallastre nell’area centrale della retina. Si tratta di accumuli di detriti cellulari sottoretinici, tra epitelio pigmentato retinico e membrana di Bruch. Dal punto di vista clinico le drusen possono essere:
dure (piccole e con bordi netti) e molli (diametro maggiore di 63micron con bordi indistinti e tendenza a confluire).

Il materiale delle drusen può riassorbirsi o calcificare, e può comparire una iperpigmentazione focale. La presenza di queste lesioni rimane spesso a lungo asintomatica. Alle drusen seguono alterazioni atrofiche dell’epitelio pigmentato retinico e della coriocapillare ad esse adiacenti fino al costituirsi di un quadro clinico denominato atrofia geografica.

L’epitelio pigmentato retinico è una struttura fondamentale per la buona funzione e la sopravvivenza dei fotorecettori retinici. Ma accade che all’atrofia geografica dell’epitelio pigmentato si associa una corrispondente atrofia dei fotorecettori ed una conseguente perdita visiva tanto più grave quanto più estese e centrali sono le lesioni. L’atrofia geografica è responsabile del 20% dei casi di cecità riconosciuta da degenerazione maculare.

Degenerazione maculare umida (essudativa, neovascolare)

Le maculopatie sin qui descritte rappresentano una situazione di rischio perché si sviluppano sotto la retina dei neovasi, responsabili dell’evoluzione essudativa della degenerazione maculare.
Una membrana neovascolare costituita da vasi neoformati e tessuto fibroso origina dalla coriocapillare, si infiltra attraverso la membrana di Bruch e si estende al di sotto dell’epitelio pigmentato o, attraversandolo, nello spazio sottoretinico. Questi vasi patologici sono causa di essudazione sierosa e di emorragie che si raccolgono sotto l’epitelio pigmentato e sotto la retina.

 

Il processo neovascolare-essudativo interessa elettivamente l’area centromaculare, è in genere rapidamente ingravescente fino alla formazione di una cicatrice disciforme in cui i fotorecettori maculari risultano distrutti e la funzione visiva centrale gravemente compromessa. La forma umida è responsabile dell’80% dei casi di cecità riconosciuta da degenerazione maculare.

La maggior parte delle persone con degenerazione maculare hanno solo drusen e alterazioni degenerative modeste dell’epitelio pigmentato a cui corrisponde un danno visivo limitato. Una grave perdita visiva centrale si ha nei casi con neovascolarizzazione o atrofia geografica.

La distorsione delle immagini è un sintomo frequente legato all’insorgere della forma umida neovascolare  che richiede una urgente visita oculistica. I difetti del campo visivo centrale e la distorsione possono essere apprezzati con un semplice test, qual è la griglia di Amsler. Gli esami diagnostici fondamentali comprendono la  misurazione dell’acutezza visiva, un attento esame del fondo oculare in biomicroscopia, la fluorangiografia e la tomografia ottica computerizzata (Oct).

 

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maculopatia-oculistica-occhio-biofeedback

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