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Milano
02Pd, è guerra nel "vivaio" del renzismo. Inside di Affaritaliani.it

di Fabio Massa

Grandi sconvolgimenti al circolo 02PD. La sede di partito, in via Eustachi, è il cuore del nuovo corso renziano sotto la Madonnina. Qui si è formato il gruppo dirigente che oggi conta in città e in provincia di Milano, a partire dal segretario metropolitano Pietro Bussolati e dall'assessore Pierfrancesco Maran, che con la parlamentare Lia Quartapelle (accreditata di diventare ministro degli Esteri, anche se adesso non pare così certo e salgono le quotazioni per un posto da viceministro o sottosegretario). Ieri il Corriere della Sera l'ha dipinto come il "vivaio" renziano sotto la Madonnina. Ed è una descrizione quantomai calzante: lo 02Pd ha sempre avuto un'orbita tutta sua che ha incrociato per breve tempo quella di Filippo Penati e degli altri "alti prelati" del partito. Incrociato e scontrato, a dirla tutta, visto che di percorsi condivisi con i big non ce ne sono stati, fin quando i big non sono diventati proprio quelli di 02Pd.

Ora in questo vivaio è in corso una guerra senza quartiere. Tra i giovani virgulti democratici volano polemiche e parole grosse. Al punto che una settimana fa il coordinamento del circolo ha deciso di andare a congresso, secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it. Cesare Castelli, il segretario, è stato "messo sotto" 16 a 3 in una votazione che di fatto l'ha politicamente sfiduciato. Via tutto il gruppo dirigente, tutto il coordinamento, e nuove elezioni tra gli iscritti. Mentre la votazione riapriva i giochi per un rinnovamento proprio nel cuore del potere renziano, una parte del circolo ha avanzato ai garanti una richiesta per capire quale è il percorso da seguire.

Perché come al solito la coda del diavolo è nei dettagli. E quindi il voto del coordinamento è stato per mettere all'ordine del giorno il congresso. Un congresso però, come spiega ad Affari il segretario Cesare Castelli, che "secondo lo Statuto si può convocare solo se si dimette il segretario o si dimettono i coordinatori". Il che non è successo. "Io penso che si debba discutere di queste cose con gli iscritti", spiega Castelli. Insomma, niente congresso con conta delle tessere dura e pura. Anche perché in tutta la vicenda si è inserito Stefano Boeri. "Io sono un renziano - spiega Castelli - ma sono un renziano che pensa. E devo dire anche che sono un boeriano, e la cosa, certe volte, può essere grave". Inutile dire che Boeri è sceso in difesa di Castelli, tanto che qualcuno ha parlato di un'opa lanciata sullo 02Pd. Castelli nega: "Mi difende, ma non ha lanciato un'opa. La verità è che io ragiono con la mia testa e penso che le iniziative che il circolo farà voglio condividerle con tutti. Parliamoci chiaro: io sono per il principio di democrazia interna ai circoli. L'azionista vero e ultimo sono i nostri iscritti"

@FabioAMassa

Tags:
02pdvivaio







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