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Milano

di Basilio Rizzo, presidente del consiglio comunale

Alcuni anni fa (nel 2009) partecipai nella mia qualità di socio all’Assemblea A2A durante la quale la rappresentanza del Comune di Brescia uscita dalle elezioni chiese, impose ed ottenne la sostituzione di alcuni amministratori di A2A tra cui il Presidente Capra, sostanzialmente in quanto espressione della vecchia amministrazione comunale di Brescia di centro-sinistra sconfitta dal voto. Il Comune di Milano (giunta Moratti) si allineò in modo attivo e determinante a sostegno delle tesi della giunta (“gemella” per schieramento politico) di Brescia.

Ricordo che intervenni in Assemblea in nome dell’autonomia dell’azienda contro l’invasività brutale della politica sulle scelte di una società per di più quotata; mentre chi rappresentava allora Brescia e Milano -come accade spesso a chi chiede (agli altri!) di rispettare il mercato ed il profilo liberale ma si muove in modo contrario secondo convenienza, quando gli fa comodo- fu implacabile nel chiedere il “ribaltone”. Io non ho cambiato opinione e mantengo il mio rispetto per l’azienda. Ma non sarebbe giusto che chi sostenne allora fino alle estreme conseguenze una tesi diversa, pretendendo ed occupando le poltrone si comportasse oggi in modo coerente rassegnando le dimissioni? O vale la doppia morale? Avremo una risposta?

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a2a coerenza






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