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Milano

Vivo in Città Studi in una graziosa palazzina del 1930 composta da venti appartamenti servita da circa tre anni dal Teleriscaldamento a cura di A2A. Da qualche anno, girando in città è possibile notare la messa in opera di quei grandi tubi neri all’interno dei quali passerà l’acqua calda.Quelli sono proprio i tubi del Teleriscaldamento che collegano le centrali di produzione del calore ai nostri termosifoni.

05loschiavo39FB39Alla fine del mese di ottobre, che è stato molto stressante da un punto di vista climatico per gli sbalzi di temperatura esterna, cosa che ha avuto significativi riverberi in casa, invece di prendere carta e penna (obsoleti) ho scritto al mio sindaco, Pisapia, su Twitter protestando perchè il 28 ottobre scorso avevo alle 21.00 26° gradi in casa. Potenza di Twitter il sindaco mi ha risposto e incredibile anche A2A, che mi ha chiesto il numero civico per verificare lo stato delle cose.

La curva di temperatura climatica di ottobre è stata alquanto anomala in Italia e ancora oggi in Sicilia è possibile fare dei fantastici bagni di mare (1). Ciò non ostante imperando la burocrazia a Milano dopo il 15 di ottobre si sono accesi i riscaldamenti, orrore! Per legge i termosifoni vanno accesi dopo il 15 di ottobre “il Decreto del Presidente della Repubblica n. 412 del 26 agosto 1993 stabilisce che gli impianti possano essere attivati per 14 ore al giorno dal 15 ottobre al 15 aprile. Nei mesi restanti, senza alcun bisogno di deroga da parte del Comune, il responsabile degli impianti di ogni stabile in città può deciderne l’accensione, in caso di particolari condizioni climatiche, per un tempo massimo di 7 ore giornaliere” … “in caso di condizioni atmosferiche particolarmente avverse, il periodo di accensione a pieno regime (14 ore)” .

Se nella prima parte del mese faceva freddo, sopratutto a casa, a termosifoni spenti, nella seconda parte viceversa la temperatura dell’appartamento era eccessiva. Ora è evidente che la guerra del caldo in casa è un fenomeno antico in Italia ed è stato oggetto della recente riforma del condominio. Attendo dunque che A2a verifichi e che risponda, comunque è già un successo che abbiano dato segni di vita.

Per riassumere nel mio condominio siamo passati da un impianto a gasolio altamente inquinante al servizio di teleriscaldamento gestito tramite una centrale a cogenerazione che da un punto di vista termico ha ulteriormente irrigidito l’erogazione del calore rispetto al passato, della serie: ti mandano il calore nei termosifoni come da DPR. 412 del 1993 !

Dopo aver perso la battaglia in assemblea, ho silenziosamente subito l’allaccio al teleriscaldamento constatando che nessuno al momento della messa in opera si è premurato di venire a verificare il corretto funzionamento dell’impianto e la sua adeguatezza alla nuova tecnologia. Dopo lunghe proteste inoltrate all’amministratrice si sono presentati due idraulici (ma non un termotecnico) che hanno verificato come la temperatura fosse diversa nei vari locali del mio piccolo Hermitage .

La spesa per riscaldamento, che incide per circa il 50% del budget condominiale, non è diminuita rispetto a quella del gasolio e non sappiamo se la centrale a cogenerazione inquina di meno di quanto facevano la nostra vecchia caldaia più tutte le altre caldaie a gasolio rottamate (CO2). (La zona di Città studi è servita dalla centrale sita in via Cavriana 32 nei pressi di viale Forlanini ).

Sicuramente il combinato disposto del teleriscaldamento più impianto condominiale non è adeguato alle mutevoli e repentine condizioni climatiche cosa che ai giorni d’oggi accade di sovente . In linea di principio non c’è, ma non c’era anche in passato, un sistema che garantisce la temperatura scorrevole e quindi minori consumi e maggior comfort in casa.

Mi trovo a questo punto di fronte a un amletico dubbio, se non cambiano le cose. Di recente ho perduto un grosso gatto siberiano che mal si adattava al caldo del mio appartamento, riempiva la casa di pelo ma faceva sentire la casa piena di quell’affetto tipico dei felini. Potrei cercare un altro gatto siberiano e sottoporlo alle caldane a cui ho sottoposto il precedente o comprare un Ara Macao, quei grandi variopinti e chiassosi pappagalli brasiliani, non so. Comunque deciderà mia moglie.

 
Riccardo Lo Schiavo per www.arcipelagomilano.org

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