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Milano
Addisi ha tentato il suicidio in carcere, il legale: "Si sente abbandonato dal Pd"
Fonte: Studio Nord

Luigi Addisi, ex consigliere comunale di Rho del Partito democratico, accusato dalla Procura di Milano di aver tentato di agevolare imprenditori collegati alla cosca dei Mancuso, ha tentato di impiccarsi nel carcere di Opera e ora viene vigilato 24 ore su 24 in una speciale cella di sorveglianza. Lo ha detto Amedeo Rizza, legale di Addisi, ospite questa mattina del programma “KlausCondicio”, condotto da Klaus Davi su You Tube.

“Addisi vive in uno stato psicologico molto grave. E’ molto provato. Ha sempre manifestato la sua estraneità alle accuse che gli sono state contestate. Adesso siamo in attesa che il processo venga assegnato al nuovo giudice, vista la scelta del rito abbreviato. Abbiamo provato a effettuare istanza di concessione degli arresti domiciliari, ma gli è stata rifiutata – spiega l’avvocato Rizza. Nel corso dell’intervista a Klaus Davi ha sottolineato: “ Ha vissuto malissimo l’abbandono del Pd che ha applicato due pesi e due misure, per esempio, con Del Rio. Ora è controllato a vista. Abbiamo effettuato un’altra istanza, questa volta supportata da una perizia psichiatrica che conferma il rischio di gesti incauti”.

“A seguito del tentato suicidio avvenuto in cella - prosegue il legale - è stato nominato un consulente da parte nostra e un perito da parte della Procura per valutare la compatibilità di Addisi con il regime carcerario”. Stando a quanto riferito da Rizza, Addisi avrebbe tentato il suicidio il 3 marzo all’interno del bagno della cella. “E’ stato soccorso prima da un ‘concellino’ , poi dalle guardie, che hanno evitato il peggio. Ha tentato di impiccarsi con una corda ricavata dalla cintura dell’accappatoio. Ora è in una ‘cella a rischio’, sorvegliato a vista per evitare altri gesti del genere. La cosa che ritengo assurda è mantenere in carcere a distanza di cinque mesi un soggetto che ha commesso il torto di mettere in contatto due parti una delle quali la Procura ritiene essere un mafioso (Antonio Galati, ndr)”.

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