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Milano

L'INTERVISTA DI AFFARI

Giacinto Siciliano è il direttore del carcere di alta sicurezza di Opera. Ad Affaritaliani.it dice la sua sull'amnistia e l'indulto. E sul ruolo del carcere: "Dobbiamo dare una prospettiva. Qui c'è gente che era bravissima a fare il killer. Ora hanno scoperto di avere altri talenti". L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Direttore, spesso si parla di sovraffollamento, ma Opera sembra un'isola felice.
A Opera ci sono solo detenuti che hanno avuto i tre gradi di giudizio, quindi - come si dice negli alberghi - siamo al completo. Ma non abbiamo le situazioni critiche di altre strutture. Poi ci sono parti belle e parti brutte, ma il carcere è sempre una cosa dolorosa. Tuttavia credo che conti molto anche lo spazio mentale. E come si passa il tempo. Se si deve stare tutto il giorno in cella, senza nessuna prospettiva, gli anni diventano secoli.

Che cosa ne pensa dell'amnistia e dell'indulto?
Io dico che è in corso un'intervento da parte dell'amministrazione a 360 gradi. Amnistia e indulto intervengono sulla situazione dell'affollamento delle carceri. Ma - ed è per questo che l'indulto dell'ultima volta è stato un errore - non possono essere l'unica soluzione. Devono essere integrati in un sistema complesso. Qui abbiamo 1300 reclusi. Dobbiamo fornire loro una prospettiva. Sa che cosa mi ha detto un detenuto?

Prego.
Mi ha fermato e mi ha chiesto: "Senta, ma secondo lei sono migliorato come uomo?". Ecco, è una persona che ha scontato 22 anni di reclusione. E che ha come fine pena mai. Ma se si chiede, se mi chiede se è migliorato, vuol dire che ha una prospettiva. E questo è importante. Così come è importante scoprire altri talenti. Ci sono persone che erano bravissime a fare i killer. Adesso hanno scoperto che possono fare qualcosa anche meglio.

di Fabio Massa

Affaritaliani.it nel carcere di alta sicurezza di Opera, alle porte di Milano. All'interno non sono ammessi iphone e ipad. Niente di tecnologico. Biro e taccuino, alla vecchia maniera. "Siete già in astinenza dal cellulare, dal dito che si muove sul display - racconta il direttore Giacinto Siciliano - Pensate che qui dentro c'è gente che il cellulare non sa nemmeno che cosa è. Che non ne ha mai adoperato uno, visto che sono entrati trent'anni fa".

Entrare ad Opera è un continuo stop and go. Tutti gentili, cortesissimi. Prima ci si ferma in guardiola, si compilano i moduli e - appunto - si lasciano i cellulari. Dopo c'è il metal detector. Poi avanti fino a una piccola biblioteca. E' una parte comune, e non si può sostare in corridoio. Dall'altra parte del vetro, dietro ad una porta, un gruppo di detenuti è piegato sui libri. Stanno studiando. Ancora avanti, fino al teatro. Sul palco c'è IsaBeau, l'anima di una piccola grande storia di eccellenza in un posto particolare come quello di un carcere ad alta sicurezza. "Volevo andare a San Remo - racconta - Io volevo fare la cantante. Poi però sono arrivati i 35 anni, e da San Remo mi sono trovata a San Vittore. Giravo nei vari carceri, per cantare. Nel 2011 ho scritto un nuovo spettacolo da proporre al carcere, un musical tratto da Siddartha, il volume di Hermann Hesse". A Opera trova un terreno fertile. Il direttore è un tipo al quale le sperimentazioni piacciono molto. Supporta il percorso. E dopo sette anni arriva la svolta. "Continuavo a dire ai detenuti di mettersi in gioco. Fin quando mi hanno guardato e mi hanno detto: perché non lo fai tu? Perché non proponi questi musical fuori da queste mura?". E così è stato. IsaBeau costituisce la propria compagnia. E il musical, nato in carcere, gira per l'Italia. Nel 2011 arriva agli Arcimboldi. Sul palco ci sono i detenuti, con un permesso speciale. Poi gli altri spettacoli, portati avanti da attori professionisti. Fino a quando, a Bolgheri, alcuni americani si innamorano del Siddartha. E decidono di portarlo a Broadway. "Andremo anche in Asia", annuncia con orgoglio IsaBeau.

Dietro, però, ci sono loro. I carcerati. Con le loro storie e i loro errori. Nicola racconta ad Affaritaliani.it: "Io ho 58 anni. Da 22 sono qui dentro. Dietro le sbarre. Volete sapere per che cosa? Omicidio. Quando esco? Fine pena mai". Fine pena mai. E' come un refrain. Altri lo diranno, ma senza tirare giù gli occhi. "Non appena sono uscito da 41bis, dove mi avevano annullato come persona, ho cercato di capire da che parte riuscire a vedere la vita. Io ho bruciato la vita di mia moglie e dei miei figli. Il teatro mi ha reso libero. Io sono libero pur essendo in carcere". Nicola è vestito come Strehler. L'unico elegante, con la maglia nera sotto al completo: "Mi accorsi nel 1994 che avevo distrutto tutto. E allora mi sono messo a scrivere piccole cose di teatro".

Rosario ha 42 anni, Giuseppe 56 e Mario 52. Quando uscite? I tre sorridono ad Affari. E ripetono: "Fine pena mai. Che cosa abbiamo fatto? Omicidio. Associazione mafiosa. All'inizio gli altri detenuti ci prendevano in giro. Ci parlavano dietro le spalle. Adesso però quando in bacheca escono le nuove selezioni, tutti vogliono partecipare". Siete d'accordo con l'appello sul sovraffollamento delle carceri: "Ovviamente sì - racconta Giuseppe - Io di carceri ne ho girati tanti. Sono stato a Poggioreale, a Secondigliano, a Taranto. A Poggioreale eravamo in 22 in cella. Questo è l'unico carcere che davvero si è rivelata una struttura idonea". Ma voi sperate di uscire? "Il teatro ci rende liberi. Poi qualcuno esce sul serio. Come il protagonista. Tra un po' lui ci lascia". Lui, il protagonista, è Siddartha. Muscoli in evidenza, jeans e camicia fuori, hogan ai piedi. "Ero grasso. Poi ho iniziato con la compagnia. Ho fatto di tutto, sono stato dietro le quinte. E alla fine sono diventato il protagonista". Canta e balla.

L'APPUNTAMENTO

Nel periodo Novembre e Dicembre 2013 le repliche in Italia: al Teatro degli Arcimboldi di Milano (dal 21 al 23 Novembre), al Teatro Metropolitan di Catania (dal 5 al 7 Dicembre) e infine al Teatro Alfieri di Torino (13 e 14 Dicembre).Inoltre una “versione carcere” di Siddhartha the Musical sarà in scena all’interno dell’istituto penitenziario di Opera il 27, 29 e 30 Novembre 2013.

 

 

Tags:
affaritaliani.it opera







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