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Milano
Affittano utero in India, assolti dal gip di Milano

Assolti dall'accusa di alterazione di stato, un uomo e una donna che hanno fatto ricorso in India alla maternità surrogata totale, per poi dichiararsi all'ufficio anagrafe di Milano entrambi genitori di un bambino in realtà concepito con il seme dell'uomo, l'ovulo di una donatrice e messo alla luce da una terza donna. La sentenza è stata emessa oggi dal giudice per l'udienza preliminare Gennaro Mastrangelo, che ha condannato la coppia a un anno e 4 mesi di reclusione per il solo reato di falsa dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità proprie o di altri. Nelle motivazioni contestuali alla sentenza, il gup scrive da un lato che oggi dal punto di vista giuridico "la stessa definizione di maternità è ormai controversa" e che "le possibilità offerte dalla scienza in questa materia sono talmente vaste" da aver "messo il diritto con le 'spalle al muro' nella penosa scelta di tutelare il minore e di non privarlo dei suoi genitori 'tecnologici'". Mastrangelo infine ha respinto la richiesta del difensore di concedere agli imputati il riconoscimento delle attenuanti dell'aver agito per motivi di particolare valore morale e sociale, affermando che "la condotta tenuta" è stata "finalizzata a realizzare un proprio desiderio, senza considerazione alcuna della 'socialità' dell'azione intrapresa pur "a prescindere da ogni valutazione etica, ovviamente preclusa in questa sede".

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utero indiamilano







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