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Afghanistan, Sala: Milano si prepara a gestire accoglienza profughi
Milano: Giuseppe Sala

Afghanistan, Sala: Milano si prepara a gestire accoglienza profughi

"La questione afghana è di una dimensione e di una complessità di portata storica, e per questo può essere gestita solo attraverso un coordinamento a livello internazionale. In attesa che il Governo ci dia adeguate istruzioni, ci stiamo preparando a livello locale", ha scritto su Instagram questa mattina il sindaco di Milano Beppe Sala. 

"Stiamo prendendo contatto con le ONG che operano a Milano e che, in alcuni casi, hanno esperienza diretta in Afghanistan - ha sottolineato il primo cittadino -. Allo stesso tempo ci stiamo preparando con i nostri servizi sociali a gestire l’accoglienza dei profughi che dovessero essere indirizzati sul territorio milanese". 
 

Afghanistan: sindaci Pd Milano, pronti accogliere famiglie fuga

 "I sindaci del PD Milano, anche in coordinamento con il primo cittadino metropolitano Beppe Sala, sono pronti a fare la loro parte di fronte al dramma umanitario che si sta consumando in Afghanistan" accogliendo le famiglie afghane in fuga. Lo scrivono in una nota i primi cittadini del partito democratico di Milano Metropolitana. "Questo e' il momento di cooperare a livello istituzionale - continua la nota - , per favorire la giusta protezione a chi, in queste drammatiche ore, sta fuggendo dal Paese asiatico e dalla violenza del regime talebano che si e' insediato. Le terribili notizie che arrivano dai media ci impongono un'assunzione di responsabilita', in primis come uomini e donne, e poi come rappresentanti delle istituzioni. Sentiamo, infatti, il dovere di esprimere la nostra disponibilita' e il nostro impegno ad accogliere le famiglie afghane in pericolo. Non chiuderemo gli occhi ne' resteremo sordi rispetto al dramma di questi profughi". Firmano l'appello i Sindaci del PD Milano Metropolitana e la vicensindaca della Citta' Metropolitana Arianna Censi.



Anci: sindaci pronti ad accogliere profughi afghani

 ''I sindaci italiani sono pronti a fare la loro parte nell'accogliere le famiglie afghane. Non c'è tempo da perdere, sappiamo bene come i civili che hanno collaborato con le nostre missioni in Afghanistan oggi siano in forte pericolo, soprattutto donne e minori. Il Governo si sta muovendo per salvare vite umane, attraverso l'azione delle prefetture sul territorio e i sindaci mettono a disposizione la propria esperienza, per questo abbiamo scritto al ministro dell'Interno Lamorgese e abbiamo avvisato il ministero della Difesa''. E' quanto dichiara il sindaco di Prato Matteo Biffoni, delegato Anci per l'Immigrazione. ''Dobbiamo essere molto concreti. Sarà la storia a dare un giudizio su questi ultimi vent'anni di presenza militare in Afghanistan - continua - oggi siamo consapevoli che è il momento di aiutare il Governo a mettere in salvo vite umane. Come scritto al ministero dell'Interno, siamo pronti ad ampliare la rete Sai già presente nei nostri territori per poter accogliere e inserire le famiglie che rientrano nel programma di protezione definito dal Governo del personale civile afghano collaboratore del contingente militare nazionale, la cosiddetta Operazione Aquila''. Un intervento che già è stato messo in atto tra il 2014 e il 2019, ma che davanti alla ritirata dei contingenti occidentali assume dimensioni piuttosto maggiori, quanto meno per mettere subito in sicurezza le famiglie dei collaboratori del contingente militare a Kabul e presso il comando di Herat. ''Il Governo sta facendo entrare nel Paese queste famiglie: abbiamo scritto al ministero dell'Interno che se la legge che disciplinerà termini e condizioni dell'accoglienza dei cittadini afghani prevederà in tempi brevi l'ampliamento della capacità di accoglienza diffusa sul territorio, con risorse mirate per l'emergenza in corso, noi potremmo ripetere l'esperienza fatta già dal 2014 con l'inserimento dei collaboratori di missioni italiane nella rete Sai - ribadisce Biffoni - Diversi Comuni hanno già manifestato la loro disponibilità a prevedere nei loro progetti Sai posti specifici per i collaboratori afghani e le loro famiglie, come primo passo per garantire nel prossimo futuro accoglienza e integrazione a donne e uomini in queste ore in fuga dal loro Paese. Nella rete Sai già sono presenti rifugiati afghani che stanno manifestando agli operatori la grande preoccupazione per chi è rimasto nel Paese ormai nelle mani dei talebani: noi sindaci con le nostre comunità siamo pronti a fare la nostra parte''.

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