A- A+
Milano
AGNOLONI

di Fabio Massa

L'avvocato Marzio Agnoloni è il presidente di Serravalle e l'amministratore delegato di Pedemontana. In un'intervista ad Affaritaliani.it parla a 360 gradi del sistema autostradale della provincia di Milano. "I soldi? Ci sono, non rischiamo il flop. Le banche devono deliberare un finanziamento integrativo da 100 a 200 milioni di euro. Banca Intesa? Abbiamo ritrovato la collaborazione. E poi adesso abbiamo il fattore Maroni ad aiutarci: ha detto di mettere le infrastrutture al primo posto. Formigoni? Era un po' assente, ma Cattaneo era sul pezzo". Poi si leva qualche sassolino dalla scarpa con Stefano Maullu, ad di Te: "Ho offerto una collaborazione sotto tanti punti di vista, ma non mi hanno nemmeno risposto". Infine, sul piano di riorganizzazione del sistema autostradale: "Aveva un senso industriale"

Presidente Marzio Agnoloni, iniziamo dalla domanda cruciale: i soldi per le opere pubbliche ci sono o no?
Ci sono. E' una domanda da 100 milioni, ma sì, ci sono. Come Pedemontana abbiamo fatto un contratto per il secondo lotto, in modo tale che ogni tratta funzionale parte se ci sono i finanziamenti. Noi oggi abbiamo finanziamenti per completare la tratta A e lo svincolo di Lomazzo. Apriremo a gennaio la tratta A e lo svincolo di Lomazzo e a marzo o ad aprile le tangenziali di Como e di Varese. Tutto questo è finanziato. L'operazione relativa al primo tratto è chiusa.

E per quanto riguarda il resto?
Per quanto riguarda il resto, le banche devono deliberare un finanziamento integrativo che va da 100 a 200 milioni, con il quale io darò il via alla tratta B1 per completarla entro aprile 2015...

Lei ha fatto molte polemiche con i privati che non le davano i soldi...
Certo che le ho fatte. In tutte le sedi e in tutti i modi possibili.

Si sono risolti quei problemi?
Completamente risolti no, ma è cambiato l'atteggiamento. Ad oggi abbiamo un'ampia collaborazione con Banca Intesa. Una cosa che non c'era, prima.

Perché non c'era?
Per collaborare bisogna essere in due. Credo che con la fusione di Biis, con il cambiamento dei soggetti che erano gli interlocutori, ovvero Passera e Ciaccia, ovviamente certe disfunzioni in Intesa si sono create. Cambiano i vertici e i soggetti, e c'era una informazione non corretta di quelli che sono subentrati in queste procedure. Ora però ci siamo rimessi tutti intorno a un tavolo e stiamo lavorando insieme.

Non rischiamo il più colossale flop della storia delle infrastrutture italiane in Lombardia?
No, spero proprio di no. Obiettivamente abbiamo due elementi favorevoli. Da un lato il nuovo presidente Maroni, che è determinato a portare avanti tutto. Avere un appoggio politico è importante...

Prima Formigoni non era determinato?
Lo era Raffaele Cattaneo, l'assessore alle Infrastrutture che era molto sul pezzo. Si è dato sempre un gran daffare. Formigoni è sempre stato un po' assente. Maroni lo ha messo tra i primi punti: fare le infrastrutture. E quando parliamo di infrastrutture parliamo di tutte e tre: Pedemontana, Brebemi e Tem. Non sono tre cose separate, è un sistema autostradale che è necessario realizzare.

La vendita delle quote della Provincia influirà o no sui lavori?
Da qui al 2014 direi di no. Certo che se arriva un nuovo azionista di maggioranza potrà prendere delle decisioni. Ma non modificherà i piani 2013-2014. Anche perché sia Tangenziale Esterna che Pedemontana devono andare al Cipe per il riequilibrio del piano.

Una domanda personale: tutti dicono che lei è un amico intimo di Verdini.
Verdini in vita mia l'ho visto 4-5 volte. Non l'ho più sentito da 5 anni. Se fossi stato così amico, magari qualche incarico me l'avrebbe dato. Non mi ha mai dato un incarico di nessun genere, e non ho nessun rapporto di amicizia con Verdini. Veniamo solo dalla stessa Regione, la Toscana. Diversamente, con il presidente Guido Podestà ci conosciamo da oltre 30 anni.

Una critica che viene fatta al suo gruppo è quella di aver ecceduto in consulenze. L'opposizione dice che il suo è un carrozzone pubblico.
Devo dire che in passato si è abusato di consulenze. Quando sono arrivato in Serravalle le ho tagliate pesantemente. La stessa cosa ho fatto in Pedemontana. E lo vedrete dal bilancio: ho risparmiato quasi 2 milioni sul 2013. Tagliando tutto: advisor, commercialisti, notai... Ma parliamoci chiaro. Le banche ci sono costate oltre 3 miloni e mezzo tra commissioni e professionisti. Su 200 milioni di euro questo è stato il costo. Lo scrivo chiaro e tondo in un bilancio, adesso. Poi mi faccia dire...

Prego.
Obiettivamente in Serravalle ho trovato una bella società. Il problema è che non lavoravano in squadra, perché non era mai stata creata una squadra. Oggi c'è un gruppo dirigente nuovo, che sta lavorando molto bene. Oggi la società sta rispondendo in pieno a quelle che sono le esigenze.

Lei ha anche in squadra l'ex assessore regionale Stefano Maullu, ad di Te?
Io non ce l'ho in squadra. In Te abbiamo lo 0,25 per cento. Ho una partecipazione importante in Tem, e sono stato tra i pochi a sottoscrivere l'aumento di capitale. Non ho grandi rapporti, obiettivamente, con Maullu. Poi io sono di quelli che dice che bisogna lavorare in squadra, e oggi Serravalle e Pedemontana lavorano insieme su tutto. I miei tecnici lavorano insieme. Ho offerto a Te una collaborazione su tanti punti di vista. Ma non mi hanno nemmeno risposto. Quindi ho dovuto prendere atto che loro sono giustamente autonomi e dipendenti. Facciano quello che ritengono opportuno. Ma non condivido questo modo di fare.

C'era stato un piano di risistemazione del complicato assetto societario del sistema autostradale che fa riferimento alla Provincia. Poi è stato accantonato. Lei che cosa ne pensa? Era un buon piano?
Mettere insieme e creare una holding di partecipazione aveva un senso. Ma non era un problema solo della Provincia, ma anche di Intesa, ad esempio. Io credo nelle aggregazioni, ma è solo una mia idea personale. Io non sono il socio pubblico o privato, però quel programma aveva un senso industriale: creare il terzo gruppo autostradale italiano.

@FabioAMassa

Tags:
agnoloni







A2A
A2A
i blog di affari
Il braccio robotico di Perseverance alla ricerca di segni di vita su Marte
di Maurizio Garbati
Green pass obbligatorio, nuovo mezzo di schedatura totalitaria dei sudditi
L'OPINIONE di Diego Fusaro
Coordinatore genitoriale, tribunale lo impone: chi è? Posso rifiutarmi?
di Michela Carlo


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.