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Milano

Chiesta la condanna a 3 anni e 9 mesi di reclusione per Milos Stizanin, il nomade di origine serba accusato di favoreggiamento perchá, subito dopo l'investimento, avrebbe aiutato a fuggire Remi Nikolic, il rom 17enne che il 12 gennaio 2012 ha travolto e ucciso al volante di un suv il vigile Niccolò Savarino. La richiesta è stata formulata dal vice procuratore onorario al giudice monocratico della quarta sezione penale Oscar Magi. Nel corso della requisitoria il vpo ha dichiarato che quello di Savarino è stato "un omicidio volontario" e ha rimarcato la "freddezza" dell'imputato che al momento dell'investimento si trovava a bordo del suv. Freddezza perchá, una volta travolto il vigile, mentre come dichiarato da tutti i testimoni la macchina faceva scintille perchá trascinava sia il corpo di Savarino che la sua bicicletta, ha aiutato Nikolic ha staccare le lamiere. E ancora freddezza, ripresa dalle telecamere stradali, mentre lo aiutava a parcheggiare la macchina per nasconderla tra le altre auto in sosta, per poi darsi alla fuga. Il magistrato ha sostenuto, inoltre, che è inverosimile quanto dichiarato dall'imputato oggi 21enne in sede di esame, ovvero che non si era accorto dell'investimento. Quindi ha sottolineato che nelle ore successive il nomade ha chiamato il padre di Nikolic per avvertirlo dell'accaduto e che è stato latitante fino allo scorso 13 agosto, quando è stato estradato dalla Bosnia dove si era rifugiato e portato in carcere. La parola è poi passata all'avvocato dei familiari della vittima, parte civile nel processo insieme al Comune di Milano, che si è associato alla richiesta del vpo, pur affermando che a suo avviso Stizanin doveva essere processato per concorso in omicidio e non per favoreggiamento. Secondo l'avvocato Giuseppe Bellanca, quello commesso da Nikolic è stato un "omicidio brutale" e "Stizanin con la sua condotta se ne è reso complice" di Nikolic che per questo fatto è stato condannato in appello a 15 anni e 9 mesi di carcere. Infine il difensore, l'avvocato David Russo, al termine dell'arringa, ha chiesto l'assoluzione del suo assistito e in subordine il minimo della pena con tutti i benefici di legge, sostenendo che il nomade messo ai domiciliari lo scorso 17 gennaio "non ha tradito la fiducia concessagli dal tribunale del riesame perchá non è scappato". Al termine delle discussioni, il giudice ha disposto un rinvio per le repliche delle parti e la sentenza al 10 febbraio.

Tags:
killer savarino







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