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Milano

 

Gabriele Albertini

Gabriele Albertini, attacca Roberto Formigoni e gli lancia un avvertimento: "Non mi inquieti troppo perche' posso fare dichiarazioni che lo metterebbero a terra. Lui sa di cosa sto parlando". Il candidato presidente della Regione Lombardia e candidato alle politiche con la lista Monti, non specifica oltre ma aggiunge: "colloqui che hanno riguardato alcuni argomenti molto vicini a lui sono avvenuti nel mio ufficio. Sappiamo di cosa sto parlando". Poi replica all'accusa che gli era venuta da parte del 'governatore' uscente circa la ricerca di 'poltrone'. "Non parliamo di poltrone perche' non credo abbia argomenti apprezzabili da rappresentare".

LE MIE DICHIARAZIONI SU FORMIGONI RIGUARDANO ARGOMENTI POLITICI, NON PENALI” – “In merito a ricostruzioni fantasiose che vedo e sento rispetto alle mie dichiarazioni di questa mattina, tengo a precisare che il progetto politico costruito con Formigoni in questi mesi è stato oggetto di lunghi incontri, ragionamenti politici ed elettorali spesso avvenuti nel mio ufficio di lavoro. A questi incontri e ragionamenti e a null’altro, tantomeno di natura penale, mi riferivo nelle mie dichiarazioni”, afferma il candidato alla Presidenza della Regione Lombardia Gabriele Albertini. “Con Formigoni – spiega Albertini - ci siamo lasciati con un reciproco accordo sul doveroso rispetto del riserbo di quegli incontri. Riserbo che intendo rispettare, come ho fatto sino ad oggi. Non intendo però – conclude - essere attaccato su appetiti di poltrone o scambi di potere che non sono nella mia natura né nell’ottica del mio impegno politico”.

CON LA LEGA PASSI INDIETRO DISASTROSI. CON NOI SI PUO’ RESPIRARE A PIENI POLMONI” – “Sbaglia chi pensa che per salvaguardare le cose buone fatte in tanti anni dal governo regionale lombardo - e certamente minacciate da un’eventuale vittoria della sinistra - deve turarsi il naso e votare Maroni: una coalizione così sbilanciata sulla Lega veterocentralista, antieuropeista e incapace di dialogo e di riflessione non può assicurare alcuna continuità riformista, ma esporrà la Lombardia a disastrosi passi indietro”, dichiara Gabriele Albertini, candidato alla Presidenza della Regione Lombardia. “La discontinuità con gli errori del passato ma la massima continuità con il miglior spirito riformista e popolare sono invece i pilastri della nostra proposta politica e all’origine della mia stessa candidatura –prosegue Albertini. - Per questo mi sento di invitare tutti questi cittadini lombardi legittimamente preoccupati a liberare il naso e a respirare a pieni polmoni votando per noi”.

ALBERTINI: "SONDAGGIO? STO FACENDO SALTI DI GIOIA" - "Sto facendo i salti di gioia, perche' se da solo un Albertini qualsiasi, senza partiti, senza altro che le modeste energie di cui dispongono i miei collaboratori, ß giÖ a queste condizioni prima ancora di aver iniziato la campagna elettorale, non essendo ministro uscente ma solo un sindaco ormai datato e non segretario di partito, devo dire che mi sento un gigante". Coså il candidato alla presidenza della Regione, Gabriele Albertini, ha commentato i risultati di un sondaggio pubblicato oggi sul Corriere della Sera, secondo cui l'ex sindaco di Milano si attesterebbe al terzo posto, con il 10,6 per cento. "La cosa che mi ha colpito - ha precisato - e' il fatto che, sempre secondo questo sondaggio, sembrerebbe che io abbia più voti dalla sinistra moderata che non dalla destra. Questo indica che colossale errore abbia fatto il mondo dei moderati - ha spiegato - perchß con la modesta persona che vi parla avremmo potuto vincere senza problemi, senza dividerci e connotando il Pdl per quello che dovrebbe essere, cioe' un partito europeista, veramente moderato, che non racconti fandonie e non sviluppi demagogia". E ha aggiunto: "Noi non crediamo a questa distinzione ancestrale tra destra e sinistra", "non mi pongo questo problema, perchß non e' la provenienza che conta, ma lo scopo per cui stiamo insieme".

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