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Milano

 

 

 

 

Le nuove Aler, nella proposta di riforma che sta delineando la maggioranza in Regione, non avranno più i cda, ma una governance "sul modello delle Asl", quindi con un unico direttore generale. Lo ha spiegato il presidente della Regione Roberto Maroni al termine della riunione di maggioranza al Pirellone, dedicata appunto alla riforma delle Aziende regionali per l'edilizia residenziale. All'incontro, durato circa due ore erano presenti tra gli altri anche il vice presidente della Regione Mario Mantovani (Pdl) e l'assessore alla Casa Paola Bulbarelli (Pdl). "Abbiamo fatto passi avanti importanti e saremo pronti per la commissione e per Aula - ha affermato il governatore fermandosi a parlare con i giornalisti - è stata raggiunta l'intesa su in punto fondamentale e cioè che nel governo delle nuove Aler non ci saranno più i cda. Applicheremo il modello delle Asl che funziona bene, con un dg responsabile". Maroni ha poi spiegato che "rimane invece da definire il numero di agenzie" che sostituiranno le 13 Aler (pre- commissariamento). La proposta presentata della giunta prima dell'estate prevedeva un'unica agenzia regionale, l'Alpe, mentre da parte dei gruppi consiliari ß arrivata la richiesta di un maggior coinvolgimento del territorio, nella proposta del Pdl, ad esempio, sono previste 7 aziende, mentre in quelle di Lega e Pd il numero indicato è di 4. "Non fa più tanta differenze perché il contenimento dei costi che l'obiettivo che mi ero proposto si ha con l'azzermento dei cda - ha detto Maroni - a me piace la soluzione che prevede 4 macroaree che gestirebbero 12-13 mila alloggi ciascuna, numero giusto per una gestione oculata, ma ci sarà un approfondimento e entro due o tre giorni definiremo la partita". Da parte del governatore anche la considerazione che nella definizione dalla riforma rimane comunque da considerare "la specificità di Milano che gestisce quasi la metà del patrimonio abitativo e che è un grande e preoccupante buco nero". Quanto ai tempi, Maroni ha confermato che la riforma sarà approvata entro fine novembre. "All'inizio di novembre il testo andrà in commissione - ha detto - e poi in Aula nei tempi previsti, cioè a fine novembre, anche perché il commissariamento scade a fine anno e non voglio assolutamente prorogarlo, l'obiettivo quindi è che al più tardi a gennaio ci sia il nuovo le Aler avranno un nuovo sistema di governo".

di Fabio Massa

 

 

Oggi primo incontro tra Maroni e Mantovani sulla vicenda della riforma dell'Aler. L'argomento è di strettissima attualità, scottante per la sua tematica finanziaria e non solo. Ma si può dire che non non ci sia stato nulla di fatto sulla partita vera, che riguarda il numero di aziende per gestire le case popolari. Il coordinatore regionale, nonché capodelegazione e vicepresidente di Giunta, Mario Mantovani, avrebbe infatti chiesto ulteriore tempo per approfondire le varie ipotesi di riforma. Il Pdl sarebbe infatti diviso sulla strada da prendere.

Intanto continuano le fibrillazioni interne al gruppo Pdl. Secondo quanto ha appreso Affari, settimana scorsa Stefano Carugo ha polemizzato aspramente dopo aver appreso dai giornali di un incontro tra Maroni e Cattaneo (area Cl), Colucci e Gallera (i "ribelli") e il parlamentare Paolo Romani. Il cardiologo, anche lui ciellino, avrebbe deciso di mettere nero su bianco il proprio malumore: "Come da mezzo stampa “poi confermato” abbiamo appreso che tre Consiglieri Regionali e un esponente romano del partito hanno incontrato, non so a quale titolo, il Presidente Roberto Maroni in assenza del capogruppo e del capo delegazione Giunta. Tutto questo mi sembra inaccettabile e mina profondamente l’auspicio e le motivazioni che, non più tardi di tre giorni prima, avevano animato il gruppo nel suo riordino". Il dissenso di Carugo ha anche una manifestazione pubblica: "Per questo motivo vi comunico che non parteciperò alla riunione di gruppo finché non verrà fatta chiarezza su tale punto".

@FabioAMassa

Tags:
aler pdl







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