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Milano
Alfieri: "Mi candido alla guida del Pd regionale"

di Fabio Massa

Alessandro Alfieri scioglie le riserve. Il capogruppo del Pd in Regione si candida alla segreteria lombarda, così come anticipato da Affari. E ad Affaritaliani.it spiega: "Non importa che abbiano votato Cuperlo, Civati o Renzi, chiamo a raccolta chi crede nel mio progetto di un Pd autorevole, che deve creare un gruppo dirigente per la Lombardia del 2018. Non possiamo sempre ricorrere a Papa stranieri. Bergamo? Candidature autorevoli di Carnevali e Gori, ma spero si arrivi a una soluzione unitaria. Pisapia si ricandida? Credo che il Pd condividerà le scelte più importanti sedendosi attorno ad un tavolo". L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Alessandro Alfieri, alla fine ha deciso di candidarsi.
Esatto. Ci sono. Mi candido. Ora si sta discutendo in segreteria la data del conbgresso regionale che sarà con tutta probabilità entro la metà di febbraio con l'election day in tutte le regioni. Saranno primarie aperte. Era il momento di decidere e io l'ho fatto: ci sono, do la mia disponibilità.

Ho parlato con i consiglieri regionali? Chi sarà il nuovo capogruppo?
Ho annunciato la mia intenzione di candidarmi e aprire un ragionamento con loro per arrivare a individuare un nuovo capogruppo. Io lascerò da gennaio: mi sembra giusto distinguere i ruoli in questa nuova fase.

Quali sono gli obiettivi della sua candidatura?
L'obiettivo è costruire la classe dirigente per il progetto Lombardia 2018. Non possiamo sempre ricorrere all'idea del Papa straniero: dovremmo avere l'ambizione di costruire una classe dirigente protagonista. Questa volta la nostra ambizione è quella di partire per tempo.

Sta facendo una marcia indietro rispetto al progetto del Patto Civico e di Ambrosoli?
No, assolutamente. Quanto sto dicendo non esclude un esito del genere. Vogliamo solo essere più protagonisti. Anche perché la prospettiva civica è ancora più forte se c'è un Pd autorevole e protagonista, che può esprimere una classe dirigente che può giocare la partita.

Ci saranno primarie se ci saranno più candidati. Secondo lei qualcuno vorrà sfidarla?
Non lo so, ma mi sembra giusto presentare il progetto nel quale credo fin da subito. Il progetto è qello di dare al partito lombardo un profilo autonomo, sfruttando la discontinuità impressa da Renzi nel quadro politico nazionale. Dobbiamo aprire interlocuzioni con l'artigianato, la piccola impresa, mondi spesso sottovalutati. Dall'altra parte voglio un Pd autonomo: vuol dire che sappia essere libero rispetto ai condizionamenti delle logiche nazionali. A me non interessa sapere se le persone che mi sosterranno hanno votato Cuperlo, Civati o Renzi. Mi interessa sapere se condividono il progetto. Da questo partiamo.

Che cosa pensa di Pisapia che si ricandida a Milano?
Penso che il Pd vuole condividere le scelte più importanti. Quando sarà il momento si siederanno attorno a un tavolo il bravissimo segretario metropolitano Pietro Bussolati, il capogruppo Bertolì e ne discuteranno.

Parliamo di Bergamo.
Ci sono due candidature autorevoli: Elena Carnevali e Giorgio Gori. Sono due candidature ottime. Si tratta di capire se si può arrivare a una candidatura unitaria che è preferibile per affrontare una sfida non scontata.

Chiudiamo sulla Regione.
Oggi dopo la votazione sul bilancio abbiamo anche rinnovato la sfida a Maroni: ora che non è più segretario deve decidere da che parte stare. O sta con le regioni più avanzate d'Europa, con la macroregione alpina europea, oppure sta con Salvini che parla di uscita dall'euro, parla di introdurre una moneta alternativa. La prospettiva di Salvini ci condanna alla deriva nel Mediterraneo. Maroni scelga: o lo spettacolo dell'altro giorno, dell'internazionale antieuropeista di natura xenofoba, o le regioni produttive.

@FabioAMassa

Tags:
alfieri pd regionale







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