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Milano
alessandro alfieri

di Fabio Massa

Alessandro Alfieri, capogruppo Pd in Regione Lombardia, intervistato da Affaritaliani.it difende la scelta di Maurizio Martina come sottosegretario all'Expo: "Quella di Martina mi sembra una scelta positiva, che dà atto del lavoro svolto in questi anni. Corritore? Aveva i requisiti ma è stata fatta una scelta". Il segretario regionale? "Vedremo venerdì che cosa fare. Di certo Martina deve essere messo in condizione di operare senza essere visto come una persona di parte". E sulla disponibilità a fare il segretario Alfieri spiega: "Sarei ipocrita se dicessi che non farei il segretario. Ma in questo momento dico che sto bene a fare il capogruppo..." L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Capogruppo Alfieri, il Pd milanese continua ad infiammarsi sulla nomina di Martina e sulla mancanza di un esponente milanese al governo.
Io penso che bisogna ragionare in termini di Lombardia, e non di Milano, perché la vicenda di Expo e quello che significa in termini di sviluppo e rilancio del nostro territorio è una sfida per tutta la Regione. Si è quindi scelta la figura di Maurizio Martina, che ha svolto il lavoro di segretario regionale, perché potrà far bene quel tipo di lavoro. Ovviamente facendo delle scelte...

In che senso?
Nel senso che è intenzionato a dare le dimissioni dal Consiglio Regionale in tempi brevi. Ovviamente farà quel lavoro a tempo pieno. Quella di Martina mi sembra una scelta positiva, che dà atto del lavoro svolto in questi anni. Con alti e bassi: abbiamo condiviso le responsabilità, in quindi un pezzo di autocritica lo faccio anche io. Detto questo, ci sta che venga scelto il segretario di Lombardia. E' un segnale di innovazione generazionale. Dopodiché dispiace per una persona come Fiano, che aveva tutte le carte in regola per poterlo fare. Ma non è stato scelto Martina al posto di Fiano...

No, è stato scelto al posto di Davide Corritore.
Questo sì. E' stata una scelta fatta a Roma, di scegliere un rappresentante del Partito Democratico, radicato in Lombardia, con la necessaria esperienza e con il giusto profilo politico. Questo non vuol dire che Davide Corritore non avesse i requisiti per farlo. Ma visto che si doveva fare una scelta che rappresentasse la Lombardia è stato scelto Maurizio. Questo non vuol dire che non ci sia un'esigenza di rappresentare Milano, dal punto di vista governativo. Ma ci sono ottimi parlamentari che sapranno fare tramite tra Roma e il territorio. Ma mi faccia dire un'altra cosa...

Prego.
Per dirla in termini sintetici: la nostra leadership nazionale è sempre stata molto tosco-emiliana, molto delle regioni centrali. Questo è un problema che affonda le radici nel passato. Se ci sono dei ministri lombardi è perché Berlusconi è nato qui con il Pdl, Mario Monti è nato qui... Ma questa dobbiamo leggerla come una sfida: non dobbiamo provare a ragionare in termini di filiere romane, ma bisogna costruire una classe dirigente che abbia una sua autonomia.

Emanuele Fiano dice che Martina si deve dimettere subito da segretario regionale.
Maurizio ha annunciato che la sua fase è finita, che ha finito il suo lavoro. Stiamo aprendo la fase congressuale. Lo metteremo in condizione di fare il suo lavoro, senza che venga additato come uomo di parte. Venerdì ne parleremo con i segretari provinciali...

La transizione come la si gestisce?
Lo decideranno gli organismi dirigenti. Ne parleremo in quella sede. Ripeto: dobbiamo mettere Martina in condizione di fare il suo lavoro e di essere capace di interloquire con le diverse istituzioni, di diversi colori, senza avere il rischio di essere accusato di essere uomo di parte. Dall'altra parte a noi come partito occorre iniziare un percorso congressuale che non parte dai nomi ma dalla riflessione su tematiche più ampie. Lo dico chiaro: è sbagliato partire con la richiesta di dimissioni.

Lei è un renziano: avanzerete richieste sulla segreteria regionale?
Io penso che in questo momento si debba anticipare il percorso congressuale partendo dai temi e dai contenuti. Renzi non è il capo di una corrente, ma è un patrimonio di tutto il centrosinistra. Non è che il sottoscritto, perché ha appoggiato Renzi, allora non si prende le responsabilità per il lavoro fatto in questi anni nella segreteria regionale. Dobbiamo mettere al centro la battaglia di innovazione che noi abbiamo fatto.

Se le chiedessero di mettersi a disposizione del partito per fare il segretario regionale lei che cosa risponderebbe? No grazie, sì grazie, no grazie sono già capogruppo?
Quando si fa politica si è a disposizione. Io preferisco fare il lavoro di capogruppo, ma poi è ipocrita dire che non farei mai il segretario regionale. Ma prima iniziamo delle idee e dai contenuti. Sul versante del congresso lombardo occorre fare una battaglia che marchi un profilo autonomo rispetto a Roma. Ma abbiamo già iniziato...

Che cosa vuol dire?
Vuol dire che a livello di consiglio regionale, ad esempio, abbiamo già iniziato una nuova fase. Maroni è più insidioso di Formigoni. Formigoni era arrogante e spocchiso, con il quale non si riusciva ad avere un dialogo. Maroni invece apre a un dialogo e alla corresponsabilità su alcune partite. L'abbiamo fatto sulla Casa con Onorio Rosati, sul San Raffaele, sulla cassa integrazione. Ma questo non ci deve far perdere di vista che noi siamo alternativi a Maroni. Sono sfide interessanti. Per questo dico che sto bene a fare il lavoro che faccio da capogruppo. Ma da capogruppo voglio portare contributi interessanti dentro il dibattito congressuale.

@FabioAMassa

Tags:
alfieri pd







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