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Milano

di Roberto Caputo, Vice Presidente del Consiglio provinciale di Milano

Nella giunta Pisapia appare abbastanza evidente che vi è un assessore che si staglia dagli altri per i suoi interventi di carattere prettamente politico, che esulano anche dalla sua veste puramente amministrativa. Sto parlando di Franco D'Alfonso che, già in passato, era intervenuto più volte segnalando posizioni che invitavano ad aprire un dibattito su questioni strettamente legate al futuro della città. Spesso le sue parole appaiono come posizioni riferibili al primo cittadino, d'altronde D'Alfonso è stato il coordinatore della Lista arancione. Dopo la riunione di maggioranza, tenutasi sabato scorso all'Acquario, dove la proposta mediatica più forte lanciata è stata quella della pedonalizzazione di Piazza Castello e una proccupazione dei partiti rispetto alle condizioni delle periferie milanesi, serviva un forte rilancio e la dimostrazione di poter volare alto per i prossimi anni di legislatura. E questo è toccato a D'Alfonso con la sua intervista al Corsera. Le sue parole sono tutt'altra musica rispetto a un'ordinaria amministrazione. Addirittura riscopre il professor Unnia con la sua vecchia proposta di Milano Città Stato in lotta perenne con Roma capitale. Secondo l'assessore la fase di Milano, che si reca con il cappello in mano a Roma, va decisamente conclusa. Ed ora, è la volta della Grande Milano. La visione quindi che ci propone non è di un'annacquata Città metropolitana come prevista dal Ddl Delrio, ma un sogno che Milano ha sempre avuto e che questa volta vuole finalmente realizzare. Questa proposta sta anche a significare un rapporto diverso con la Regione Lombardia, insomma, si tratta alla pari e non più solo da semplice capoluogo. Così facendo, si attrae sul territorio di Milano e della sua provincia una serie di potenzialità mettendo insieme dai servizi essenziali ai trasporti, alla mobilità e alla questione ambientale. Questo il programma di alto profilo per i prossimi due anni, anche in vista delle elezioni nel 2016. Il politico D'Alfonso cambia marcia. Sta ora ai partiti ed in primo luogo al Pd, partito di maggioranza relativa, dire la loro e dimostrare di avere un'idea forte per il futuro di Milano. Alla politica si risponde con la politica.

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