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Milano
Allarme anziani non autosufficienti a Milano. La ricerca

Secondo l’Istat, nel 2011 gli over 65 in Italia erano circa 12 milioni e 300 mila - con oltre sei milioni di ultra settantacinquenni - mentre nel 2030 saranno il 33% della popolazione, con 3,5 milioni di non autosufficienti (contro gli attuali 2 milioni). Si stima che nel 2013 a Milano gli over 65 fossero quasi 960 mila.
 
Non stupisce dunque scoprire dalla nuova ricerca3 dell’Osservatorio Sanità4 di UniSalute, la compagnia del Gruppo Unipol specializzata in assistenza sanitaria, che il 58% dei milanesi conosca personalmente casi di persone non autosufficienti che hanno bisogno di assistenza.
 
Ma a chi si affiderebbero i milanesi per le cure alle persone non autosufficienti? Se il 24% si rivolgerebbe a una casa di cura e il 10% al Servizio Pubblico, la maggior parte dei meneghini crede che sia la famiglia la principale “istituzione” che deve prendersi carico dell’assistenza. Come? Direttamente un familiare secondo il 39% (percentuale che sale al 45% se a rispondere sono gli uomini) o attraverso una badante, per 1 milanese su 4 (27%).
 
E come muoversi nella maniera più rapida ed affidabile per reclutare la badante? Per più di 1 milanese 2 due è il passaparola lo strumento migliore: il 55% infatti si affiderebbe alle indicazioni di amici e parenti. Non solo, perché il 16% chiederebbe consiglio alle associazioni di volontariato, il 14% al proprio Comune o Provincia mentre il 10% si affiderebbe alle agenzie per il lavoro.
 
Il problema della non autosufficienza è una delle sfide centrali della sanità italiana per il prossimo futuro ed è ormai evidente che il SSN, farà sempre più fatica a rispondere alle reali esigenze del cittadino. Nonostante l’aumento della popolazione anziana e quindi del fabbisogno assistenziale, in Italia infatti, la spesa pubblica per la non autosufficienza è rimasta costante: secondo la Ragioneria Generale dello Stato, la percentuale di PIL destinata alla spesa per anziani non autosufficienti è rimasta immutata tra il 2010 e il 2011, attestandosi all’1,28%.
 
In questo scenario l’assistenza rimane in carico alle famiglie e lo status economico rischia di essere sempre più rilevante nel determinare l’accesso e la qualità dell’assistenza in caso di non autosufficienza. E’ quindi indispensabile sviluppare il secondo pilastro della sanità (a fianco di quello pubblico) con il coinvolgimento delle autorità pubbliche - nazionali e locali - del mondo del lavoro e di operatori specializzati in grado di organizzare e gestire l’erogazione di prestazioni assistenziali sostenibili nel tempo.
 

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