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Milano

 

 

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di Fabio Massa

 

"Ma come fai a non capire,/ è una fortuna, per voi che restate / a piedi nudi a giocare nei prati, / mentre in centro respiro il cemento". Citazione fin troppo semplice, quella da "Il Ragazzo della via Gluck" di Adriano Celentano, per raccontare la piccola grande storia di via Scaldasole. Un caso, che Affaritaliani.it può raccontare, che al "molleggiato" sicuramente non farebbe piacere, lui che si scagliava contro Letizia Moratti e i suoi grattacieli. Il problema è che Letizia non c'è più. Al suo posto, Giuliano Pisapia e - come vicesindaco e assessore all'Urbanistica, Ada Lucia De Cesaris. Tuttavia, per gli abitanti di via Scaldasole, il vento che è cambiato non ha portato miglioramenti. Anzi. Ma andiamo per ordine.

Via Scaldasole è una vietta tra corso di Porta Ticinese e via Arena. Pochi passi e si arriva di fronte a Sant'Ambrogio. Qualche centinaio di metri dalle colonne di San Lorenzo, dalla movida, ma anche da uno dei cuori storici e pulsanti di Milano. E' una parte di Milano fortemente urbanizzata, se si esclude il parco delle Basiliche. E quel piccolo prato. Un fazzoletto o poco più, in via Scaldasole. Che però - e questa è l'accusa dei residenti, che stanno avviando una raccolta firme - non ci sarà più molto a breve. Pare infatti che siano in fase di finalizzazione i permessi del Comune per consentire poi a Bnp Paribas di vendere all'asta quel terreno. Con conseguente avvio dell'edificazione già dai primi mesi del 2014.

 

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"In centro, respiro il cemento", cantava Celentano. I residenti hanno preso carta e penna e hanno scritto tutto: "Crediamo che l’atto politico più rilevante compiuto dall’attuale giunta sia stato la modifica del PGT - spiegano i residenti al sindaco di Milano - Il vero cambio di rotta rispetto a quello predisposto dalla Giunta Moratti è stata la filosofia sottostante alle modifiche introdotte che possiamo riassumere in meno cementificazione (quella prevista era ingiustificata) e più spazi verdi, per progettare una città più vivibile.
Ma sta accadendo qualche cosa di decisamente contraddittorio con questo progetto politico: il Comune vorrebbe vendere delle aree verdi di cui è proprietario e consentire che esse vengano edificate".

E ancora: "Visto che a Milano vi è un’offerta di case ben superiore alla domanda, non sarebbe meglio spingere gli imprenditori a ristrutturare e non a costruire su aree sino ad oggi verdi ? Ci riferiamo al caso clamoroso di Via Scaldasole, (per chi non lo sapesse si trova in pieno centro quasi difronte alla Basilica di Sant’Eustorgio) ove un’area oggi adibita a verde, verrebbe ceduta all’asta con permesso di costruire - scrivono i residenti - Non se ne può più di verde sottratto ai cittadini, eppoi capiremmo in una zona che necessita di abitazioni e che sia poco edificata, ma zona Ticinese è notoriamente sopra edificata, con una viabilità limitata e complessa. E’ anche zona molto inquinata. Facciamo un appello al Sindaco ed alle Giunte affinchè revochino l’affidamento della vendita di detto terreno e comunque ne revochino l’edificabilità. L’area potrebbe soddisfare esigenze ben diverse quale quella degli anziani, dei bambini, etc."

Per sollecitare l'amministrazione a muoversi in questo senso, sabato e domenica verrà realizzata una raccolta firme tra corso di Porta Ticinese e piazza Sant'Eustorgio.

@FabioAMassa

Tags:
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