Aristocrazia a Nord

Gli aristocratici di Milano e non solo

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Aristocrazia a Nord
“Cultura e tradizione sono una spinta propulsiva per il futuro", intervista

Intervistiamo il professore Pierluigi Romeo di Colloredo Mels (figlio di don Diego Romeo, barone del Cugno e marchese delle Torrazze, di origine siciliana, e della contessa Annamaria Colloredo Mels, dei signori di Colloredo, Mels e ville annesse, di origine friulana, amatissima madre della quale porta legittimamente cognomi, predicati e titoli, per antica concessione imperiale), doppia laurea in archeologia e giurisprudenza, egittologo e storico, docente universitario a La Sapienza di Roma, autorevole membro di diversi istituti accademici, autore di oltre 50 saggi, prevalentemente di storia militare, ufficiale della riserva come maggiore dei granatieri, presidente della associazione culturale internazionale Aristocrazia Europea.

L'attività dell'archeologo rimanda ad un immaginario fantastico, come è nella realtà di tutti i giorni? E in Italia c'è ancora da scavare?

Nella realtà è fatto di preparazione, studio, multidisciplinarietà. La cronica mancanza di fondi oltretutto riduce moltissimo la possibilità di effettuare scavi; come diceva Silvio Curto, direttore del Museo Egizio di Torino, oramai bisogna scavare nei musei: la quantità di materiali ancora inediti o da studiare correttamente è immensa, anche per le interpretazioni frettolose date da colleghi fin troppo superficiali: le faccio un solo esempio, relativo ad uno scavo cui ho partecipato, di una necropoli romana tra le più vaste del Lazio, a Martellona (RM) dove vennero rinvenute due statuette di un fanciullo con un manto dotato di cappuccio: il funzionario, di cui per carità di patria non faccio il nome, li identificò con una divinità celtica (!!!) detta Genius cucullatus: si trattava in realtà di Telesforo, aiutante di Esculapio, ma evidentemente non lo sapeva; lo stesso funzionario identificò un ninfeo monumentale a Villa Adriana con la tomba di Antinoo, il favorito di Adriano, Il sottoscritto ha dimostrato, traducendo l’obelisco di Antinoo al Pincio, come la tomba si trovasse in Egitto, dove era morto annegato… questo credo dimostri come per qualcuno conti di più finire sui giornali che lavorare seriamente…

Lei è egittologo ed anche appassionato studioso di esoterismo, ci racconti qualche episodio veramente misterioso...

Confesso che di misterioso non ho mai visto nulla in vita mia… l’esoterismo infatti ha a che fare con il simbolo (la parola greca vuol dire nascosto), nulla di magico: ma ovviamente è qualcosa che permea non solo la mentalità egizia, soprattutto in età tarda e tolemaica ma anche quella classica e cristiana, dal Medioevo delle cattedrali, sino all’umanesimo e al neoplatonismo, anche se oggi di fronte all’omologazione culturale ed al livellamento verso il basso della cultura siamo ai livelli del Codice da Vinci di Dan Brown o delle trasmissioni di Roberto Giacobbo, o alle favolette sui misteri e tesori dei Templari . Tornando a cose serie, basti citare Dante (Inf. IX,61-63) “O voi ch’avete li ’ntelletti sani, mirate la dottrina che s’asconde sotto ’l velame de li versi strani.”

Oltre ad essere maggiore dei Granatieri, inquadrato nella riserva selezionata, lei è studioso di storia militare ed autore dinoltre 50 saggi tematici. Ci può dire il suo parere sul stato ed il ruolo delle nostre forze armate?

Le FFAA meriterebbero assai di più in termini di considerazione e rispetto; sono una delle poche cose ancora sane in Italia, costantemente svilite da forze politiche che anche al governo si dimostrano pregiudizialmente ostili all’idea stessa di Patria e a chi porta una divisa, sia delle Forze Armate che delle Forze dell’ordine. Ma sono discorsi complessi e troppo politici che non ho proprio voglia di affrontare, soprattutto con questa maggioranza rossogialla al governo…

Come presidente di Aristocrazia Europea ha dato un forte impulso alla associazione, ci può raccontare qualche novità?

Mi riferisco in primis al primo Master in Araldica e Cerimoniale in collaborazione con Unipegaso, che deve essere e sarà solo il primo passo in una collaborazione sempre più vasta, al Tribunale Araldico ed alla Camera Araldica Internazionale, alla nascita del nostro Giornale, al sempre crescente numero di servizi e convenzioni che vedono protagonista la nostra Aristocrazia Europea. I miei ringraziamenti vanno dunque a tutti voi oggi presenti; non potendo citare tutti  mi limiterò ai nomi del Prof. Paolo Zampetti di Filattera,  dell’avv. Cesare Vernarecci di Fossombrone, al prof. Onelio Francioso, e infine last but not least all’amico Roberto Jonghi Lavarini senza il quale AE non sarebbe la realtà attiva ed operante che è. Posso dire come in un periodo certo non luminoso per le sorti del nostro paese, una realtà quale Aristocrazia Europea si dimostra una felice eccezione, la prova che l’impegno, la cultura, la tradizione ed il retaggio non sono cose morte ma una spinta propulsiva per il futuro.

Quali sono i suoi prossimi lavori di storia? Ha qualcosa in uscita?

E’ appena uscito un mio studio sulle Guerre sannitiche, e ho in uscita una biografia in due volumi sul Feldmaresciallo Albert Kesselring che, posso dire senza peccato d’orgoglio, è la più corposa pubblicata sino ad oggi, arricchita da una collezione di oltre centocinquanta fotografie, spesso inedite. Affronterò anche i temi controversi legati alla campagna d’Italia, che Kesselring vinse strategicamente, riuscendo a bloccare per quasi due anni due armate alleate parecchie volte più numerose delle truppe tedesche e della RSI, dotate di assoluta preponderanza in termini di corazzati, artiglieria, aviazione, comprese la strage di via Rasella e la rappresaglia delle Ardeatine, la controguerriglia, il processo di Venezia. Volumi impreziositi, mi si consenta di dirlo, da due copertine realizzate appositamente dal carissimo amico (e socio benemerito di AE) colonnello Stefano Manni dell’Isola;  seguirà un saggio fotografico (che uscirà contemporaneamente in edizione italiana e inglese) sul Battaglione “Monte Cervino” nella Seconda Guerra Mondiale, in collaborazione con il Museo Nazionale Storico degli Alpini di Trento, il cui direttore, ten. Col. Giulio Lepore proveniente dai Ranger del 4 Alpini, ha scritto la prefazione. Infine sto raccogliendo la documentazione per una biografia del fratello di mio nonno, il Maggior Generale Giovanni Romeo, marchese delle Torrazze (titolo incidentalmente portato da me, essendo passato per via agnatizia al fratello Vincenzo, mio nonno, e poi a mio padre), Aiutante di Campo del principe di Napoli Vittorio Emanuele, e poi, dopo il regicidio, Aiutante di Campo del Re, nominato “sul tamburo” nella Villa reale di Monza malgrado all’epoca fosse solo capitano, e poi padrino di battesimo di Umberto II e senatore del Regno, epurato dopo la guerra in quanto aderente al Gruppo dei senatori fascisti. Un’occasione di collegare la storia di famiglia con la grande storia e con la vita di Vittorio Emanuele III: il marchese Romeo era sul panfilo Yelena quando arrivò la notizia di Monza, ed era sul molo Beverello a salutare l’ex sovrano in partenza per Alessandria d’Egitto.

Cosa vuol dire essere nobile o cavaliere nel 2020 in una società moderna e democratica?

Citando ancora Dante: “Vien dietro a me, e lascia dir le genti: sta come torre ferma, che non crolla già mai la cima per soffiar di venti…”

La nostra intervista viene interrotta da mille messaggi e telefonate che riceve il professore, ad una è proprio costretto a rispondere,scusandosi garbatamente con il sottoscritto: al telefono è sua altezza imperiale il principe Sandor Asburgo Lorena. I due parlano cordialmente in perfetto tedesco, e dopo neanche cinque minuti, riprendiamo la nostra chiacchierata. Alla fine, Colloredo mi saluta militarmente, sorridendo, mi ringrazia e torna ai suoi libri ed alle sue ricerche...

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