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Milano
Arrestato il killer del camper di Milano

Nella nottata, a conclusione di un'articolata attivita' d'indagine, i Carabinieri del Comando Provinciale di Milano hanno individuato e arresto il presunto responsabile dell'omicidio del giovane accoltellato e rinvenuto cadavere in Via Fabio Massimo a Milano, lunedi' scorso a bordo di un camper.

La vittima, Andrea Pobbiati, aveva 23 anni ed è stato colpito con una ventina di coltellate in un camper parcheggiato all’interno di un cortile in via Fabio Massimo a Milano. Sul cadavere, ritrovato lunedì sera, sono stati rilevate ferite da arma da taglio alle braccia, che la vittima potrebbe essersi procurata nel tentativo di respingere i colpi. Altre coltellate hanno invece raggiunto schiena e torace, provocando la morte. Il ragazzo non aveva precedenti e non faceva uso di droghe. Il giovane, che da sei mesi viveva nel camper, si manteneva grazie a lavori saltuari e alla pensione di reversibilità del padre deceduto.

É un salvadoregno incensurato di 20 anni residente a Gorgonzola con uno zio, di nome Bryan Ernesto S. V., l'assassino reo confesso del 22enne Andrea Pobbiati, trovato morto lunedå pomeriggio nel camper dove viveva in affitto per 100 euro al mese in zona Corvetto. Il movente á il presunto furto del cellulare e della paga del sudamericano che sostiene di aver agito per legittima difesa. La sua versione á da verificare con esami tecnici e medico-legali, al momento ß certo che le ferite inferte sono circa 20, metß sulla schiena, metß sull'addome. La morte risale alle 12-13 della domenica, l'uomo á stato arrestato in via Mecenate nei pressi degli studi Rai dove lui e la vittima si erano conosciuti da poco e spesso facevano le comparse. Portato in caserma e trovato in possesso del cellulare di Pobbiati. il giovane ha ammesso di aver ucciso Andrea domenica, il presunto furto sarebbe avvenuto venerdå sera sempre all'interno del camper dove i due giovani avevano abusato di un mix di alcool e farmaci. Si tratterebbe di una pratica frequente per entrambi i giovani, soprattutto della vittima che sembrerebbe abusare spesso sia di farmaci, anche antidepressivi, e di alcool. Ora il salvadoregno á in stato di fermo per omicidio volontario e potrebbe essere accusato anche di furto, del cellulare, con eventuali aggravanti ancora da valutare.

Le indagini sono state effettuate sentendo i testimoni e analizzando il contesto relazionale della vittima, senza l'uso di intercettazioni telefoniche. Solo per l'orario della morte sono risultati utili un messaggio di whatsapp della vittima alla fidanzata, alle 12.45 di domenica, "sono con Bryan", e un Sms con "tutto ok?" rimasto senza risposta inviato a Pobbiati alle 13.13 dall'amico che ha poi rinvenuto lunedå alle 17.30 il cadavere nel camper. L'uomo aveva raccontato ai carabinieri di aver udito dei rumori sospetti provenire dal camper proprio la mattina dell'omicidio ma di non averci badato perchß diretto frettolosamente ad un appuntamento con la propria ragazza. A quanto ß emerso dalle ricostruzioni l'assassino e la vittima, da qualche mese amici perchß entrambi comparse per una cooperativa a 160euro al mese, si sono incontrati venerdå in tarda mattinata. Fatta una abbondante scorta di sambuca e altri alcolici ad un supermarket Simply, hanno tirato fino alle 20.30 circa bevendo e abusando di farmaci nel camper. Il sudamericano, prima intenzionato a restare a dormire dall'amico, ha poi deciso, seppur malconcio, di tornare a casa Gorgonzola, utilizzando un bus, la metro, e poi proseguendo a piedi. Nel tragitto sarebbe caduto piú volte ferendosi e, arrivato nell'appartamento dove vive con uno zio apparentemente ignaro dei fatti, á "crollato" a letto riprendendosi solo la domenica. Tornato lucido, il 20enne si á accorto di non avere con sß il proprio cellulare e la propria paga mensile da comparsa, ricordava di aver prestato venerdå a Pobbiati il proprio smartphone per scaricare della musica e, sospettando di essere stato da lui derubato, si ß recato nel suo camper per chiarire, attorno alle 10.30. La versione raccontata dall'omicida á di un diverbio poi degenerato, sarebbe stato lui la vittima di un aggressione da cui si sarebbecdifeso colpendo una 20ina di volte Pobbiati, anche alla schiena, con un coltello. L'arma non á stata rinvenuta, la lama si sarebbe rotta durante l'assassinio e il salvadoregno ha raccontato di averla buttata nell'Adda assieme ai vestiti intrisi di sangue, mentre rientrava a Gorgonzola domenica dopo le 13, sempre con i mezzi pubblici. Solo le scarpe ancora sporche di sangue sono state rinvenute dai carabinieri nell'abitazione dell'arrestato durante la perquisizione domiciliare, non á stato ancora trovato il cellulare del salvadoregno che invece aveva con sá quello della vittima al momento dell'arresto, ieri nel primo pomeriggio in via Mecenate. Individuato il soggetto, infatti, i carabinieri si sono presentati davanti agli studi Rai prima della registrazione del programma "Detto Fatto" in cui il giovane doveva fare il clap-man. Portato in caserma il salvadoregno ha confessato sostenendo la tesi della legittima difesa, versione in fase di verifica da parte degli inquirenti sulla base di quanto emergerÙ dagli esami tecnici e medico-legali.

"Colpisce la pochezza, la miseria culturale e di valori di questa storia in cui due 20enni entrambi incensurati, si sono accoltellati per nulla. È un delitto che nasce in quella fascia di cittadini che sopravvive ogni giorno". Coså il procuratore aggiunto Alberto Nobili ha commentato l'omicidio di Andrea Pobbiati stamani durante la conferenza stampa tenutasi presso la caserma per riferire del fermo di un salvadoregno 20enne effettuato ieri. All'incontro era presente anche il sostituto procuratore Paola Biancolino, entrambi hanno sottolineato la velocitß e l'efficacia della risposta data dai militari al crimine commesso.

Non ß il primo cadavere, quello di Andrea Pobbiati, rinvenuto nel camper parcheggiato nel cortile di zona Corvetto. Il 6 luglio scorso, infatti, un compagno di classe peruvuano di questo 22 enne italiano era stato trovato senza vita all'interno del mezzo. Il giovane era deceduto per aver ingerito un mix fatale di alcool, farmaci e coca cola, un "cocktail" con cui il peruviano, Pobbiati e un terzo compagno di scuola avevano brindato al diploma appena conseguito assieme. A quel tempo Pobbiati risiedeva nel camper da poco e non aveva ancora conosciuto il suo assassino. L'episodio oggi ricordato dagli inquirenti che stanno seguendo il caso di Pobbiati, conferma l'assiduitß con cui il giovane consumava sia alcolici sia farmaci mescolandoli per ottenere mix poi condivisi con amici ospitati nel camper.

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