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Milano
Asem, i pensieri di un milanese

Di Guido Beltrame

Neanche un grazie. Sarebbe stato il minimo per un Paese civile e, invece, i milanesi sono stati maltrattati, ignorati, non considerati durante tutta la fase di preparazione e di realizzazione dell’ASEM (il summit tra Europa e Asia). Il più classico esempio di arroganza del sovrano nei confronti dei sudditi. Un’arroganza che ha pervaso tutti i livelli degli intervenuti, sirene spiegate in continuazione, forze dell’ordine e vigili urbani ovunque che, anziché dialogare con i cittadini, impartivano ordini.

Per garantire la passerella ai potenti di turno, non si è preso minimamente in considerazione il disagio a cui è stata sottoposta un’intera città, tutto dovuto, tutto scontato proprio come il sovrano con i sudditi. Per inciso quanto è costato all’Italia e alla città di Milano questo fondamentale incontro? Era assolutamente necessario organizzare un simile evento in pieno centro a Milano? Chi si occupa, seriamente, di sicurezza e terrorismo, sostiene che “se i problemi di sicurezza sono seri (terrorismo) allora che questi incontri si facciano in aree blindate e solitarie, “perfettamente” controllabili, che non solo non creano disagio ma che anche non distribuiscono l’IN-sicurezza sugli stessi cittadini.”

E invece i nostri geni cosa riescono a fare? Organizzano in Prefettura a Milano un incontro sulla crisi ucraina fra Putin e Poroshenko (non proprio un ritrovo tra amici), peccato che venerdì mattina la gente lavori, la Prefettura è nel pieno centro di Milano, ci sono state persone che non hanno potuto raggiungere il posto di lavoro neanche a piedi, fin tanto che non è finito il vertice. Il sito del Comune di Milano avvisava che “Venerdì 17 dalle ore 7.30 del mattino in corso Monforte sarà chiusa la circolazione per auto e pedoni per il summit sulla crisi ucraina”. E chi vive e lavora lì cosa dovrebbe fare? Pallone aerostatico?

Per non parlare di mezzi pubblici…“Ringraziamo i cittadini – ha dichiarato l’assessore alla Sicurezza e Polizia locale Marco Granelli - che nella giornata di oggi hanno utilizzato i mezzi pubblici contribuendo così ad evitare che si creassero ingorghi del traffico”. Scusi signor assessore, dopo le doverose scuse per i disagi a cui avete costretto i milanesi organizzando un simile evento in pieno centro a Milano, dovrebbe scusarsi per non essere stati capaci, come Comune di Milano, di far incrementare le corse ATM! Perché è assurdo chiedere ai cittadini di usare di più i mezzi e non incrementare i convogli della metro (trasformati quasi in carri bestiame)… e poi, le garantiamo, che di ingorghi ce ne sono stati, e non pochi. La vostra fortuna è stata il bel tempo di questi giorni, fosse piovuto la città sarebbe caduta in ginocchio.

L’unica nota positiva è che i milanesi si sono accorti che i “ghisa” esistono ancora; pensavamo fossero ormai una specie in via d’estinzione. E invece sono spuntati come funghi, ce n’erano almeno quattro ad ogni incrocio. Pazienza che non facessero niente contro le macchine in doppia fila che rallentano il traffico ma, quando si avvicinava il convoglio di auto del potente di turno, iniziavano a roteare la paletta con energia e sguardo torvo, salvo poi, appena passato il corteo, tornare a messaggiare sui loro cellulari. Ora, siamo certi, scompariranno di nuovo dalla strada per tornare a rintanarsi nei loro caldi uffici…

Pochi hanno, infine, notato che il Presidente della Repubblica è stato costretto a dare la cena di gala a Palazzo Reale, un ossimoro che testimonia, ancora di più, come Milano sia impreparata ad accogliere simili eventi e fra pochi mesi inizia l’EXPO…

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