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Milano
Nuovi luoghi di culto a Milano, il bando non piace ai musulmani

Nuove moschee a Milano: dopo le polemiche in consiglio comunale e le proteste, in particolare da parte della Lega, il bando per la realizzazione di nuovi luoghi di culto rischia ora di scontentare proprio quelli che dovrebbero essere candidati beneficiari del provvedimento. Il Caim, cordinamento delle associazioni islamiche di Milano, Monza e Brianza pare infatti essere sul piede di guerra a causa di alcuni punti del bando stesso, giudicati "estremamente controversi". E si preannunciano iniziative.
Il testo ha avuto del resto un iter piuttosto laborioso e presenta criteri piuttosto stringenti: se le tre aree individuate (via Padova, Palasharp e Rogoredo) saranno assegnate in affitto alle realtà che presenteranno la migliore offerta economica, a fornire la graduatoria definitiva contribuiranno altri parametri come tracciabilità finanziaria, valenza culturale e apertura al dialogo con le altre fedi, trasparenza di organizzazione e presenza di celebranti che parlano italiano.

In extremis, i consiglieri di centrodestra Matteo Forte e Manfredi Palmeri sono riusciti a fare aggiungere un ulteriore criterio di punteggio aggiuntivo: l'iscrizione delle associazioni partecipanti alla lista stilata nel 2007 dal ministro Giuliano Amato del governo Prodi, alla quale si entrava solo in presenza di garanzie certe sull’assenza di legami con reti internazionali terroristiche. Una richiesta che i due consiglieri di minoranza hanno avanzato portando in aula un documento dal quale sarebbero sembrati emergere possibili contatti fra alcuni esponenti di moschee del Caim stesso con la controversa organizzazione dei Fratelli musulmani.
Per l'assegnazione sono in corsa molte delle 35 sigle iscritte all'albo delle religioni del Comune. Non solo associazioni islamiche, ma anche chiese evangeliche. Il bando resterà aperto 60 giorni, la valutazione potrà durare sino a 45 giorni.

Tags:
bando moschee luoghi culto islam







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