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Milano
Bando per le partecipate, i promossi e i bocciati. Inside

di Fabio Massa

Ondata (piccola) di nomine nelle partecipate comunali. E già parte il totonomi, per capire i sommersi e i salvati, i promossi e i bocciati, i "favoriti" dal Comune e quelli che invece non hanno pienamente soddisfatto. Con un'avvertenza: per legge cala il numero di nominati all'interno dei cda, visto che ci saranno molti dipendenti pubblici a sedere nei consigli, senza nessun tipo di emolumento. Le due situazioni più scottanti saranno indubbiamente quelle di A2A e di Atm. La prima, società della quale il Comune metterà sul mercato il 2,5 per cento, è all'interno di un cambio decisivo della governance. Il presidente dovrebbe essere di nomina milanese, mentre il vicepresidente sarà di nomina bresciana. Ma è sull'ad che si gioca la vera partita. Pippo Ranci, presidente del consiglio di sorveglianza, è uomo molto stimato dal sindaco, che lo ritiene un'autorità, anche se - secondo quanto può riferire Affaritaliani.it - il primo cittadino non ha gradito alcuni scivoloni legati a consulenze e prebende. In più, a remare contro Ranci c'è il pronunciamento del segretario democratico, il giovane renziano Pietro Bussolati, che ha invocato un "cambio generazionale". Pare anche si possa scaldare Stefano Cao, attualmente nel cda, che non è certo un ragazzino (classe 1951) ma che non ha l'età di Ranci. Una scelta tecnica potrebbe essere quella di "promuovere" Renato Ravanelli, uomo che però rappresenta l'estrema continuità aziendale, nel bene e nel male. Non è detto che nelle segrete stanze del Pd possano intervenire nuovi nomi, che per adesso rimangono "coperti".

Salvo colpi di scena in Amat potrebbe rimanere Maria Berrini. Esponente del Partito Democratico, competente in materia ambientale, è gradita sia al Pd che al sindaco. Per quanto riguarda Atm pare "blindatissimo" Bruno Rota. Il presidente di Atm, protagonista insieme a Pierfrancesco Maran di una serie di frizioni, dovrebbe rimanere al suo posto. Gli unici motivi di dubbio sono legati a una eventuale fusione con Trenord, che porterebbe a un rimescolamento delle carte, tutta però da definire e soprattutto in netto allontanamento). Su Atm c'è anche un problema legato al cda. Per un complicato intrico di norme, potrebbe essere che eventuali ricorsi alla corte costituzionale determinino mutamenti importanti per i consigli di tutte le aziende di trasporto.

Se Rota veleggia verso la riconferma, chi rischia molto è Gabriella Iacono, presidente di Milano Ristorazione. Tra vermi nei pasti e il flop dell'iniziativa del tofu in mensa, in Comune c'è chi si chiede se è opportuno un cambio ai vertici. In Sogemi Luigi Predeval dovrà lasciare il suo posto dopo due mandati. Pisapia e D'Alfonso valuteranno in base alle candidature. Quindi, è probabile che la nomina sia "arancione" ma tecnica. Come dire: all'Ortomercato il Pd non entra...

@FabioAMassa

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