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Milano

Due uomini sono in carcere, altri due sono ai domiciliari e un quinto e' latitante: in questo modo si e' conclusa la prima fase delle indagini sull'omicidio dello scorso 12 gennaio al discobar Coconut di Cortenuova. Un delitto commesso da una banda, secondo la ricostruzione del pm Franco Bettini, i cui componenti si spacciavano per poliziotti in borghese e rapinavano persone che sapevano detenere della droga in tutta la Lombardia. L'ultimo colpo era stato quello al locale della bassa bergamasca, il cui titolare Mohammed Ammerti, marocchino di 47 anni esperto di arti marziali, aveva tentato una reazione impugnando una scopa, ed era stato ucciso a colpi di pistola.

Le indagini hanno portato a sei sospettati, uno dei quali ha capito che non c'era scampo e ha confessato, raccontando tutto (ora si trova ai domiciliari in una localita' segreta perche' a rischio di rappresaglie). In prigione sono finiti Raimind Koxhaj, 30 anni, albanese, impresario edile residente a Magenta con moglie e 3 figli, e quello che viene ritenuto l'esecutore materiale del delitto, un 48enne di Vigevano (Pavia).

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