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Milano

Questa mattina, Stefano Boeri, l’ex assessore alla Cultura di Pisapia, defenestrato dal sindaco è stato  intervistato per la trasmissione Localmente Mosso di Radio Popolare. “Quella con il Pd è una lunga storia” dice a Radio Popolare Stefano Boeri, l'ex assessore alla cultura del Comune di Milano cui ieri sono state ritirate le deleghe da parte del sindaco Giuliano Pisapia. “Io sono del Pd, ero candidato per il Pd alla primarie milanesi” spiega Boeri “Ma il Pd a cui credo non è questo. Non è il Pd che mi liquida, mi vende in una riunione di sabato mattina. Non è un Pd fatto di calcoli e poltrone. Non è un Pd che in consiglio comunale è terrorizzato dalle politiche nuove e che per questo sacrifica una persona e una politica nuova, quella politica che abbiamo costruito assieme e che ci ha fatto vincere nel 2011”. “Questo Pd non è una cosa seria, è una cosa incredibile” prosegue l'architetto milanese “Io ho preso 13000 preferenze e abbiamo portato 20 consiglieri Pd a palazzo marino. Quello è il Pd a cui credo non questo piccolo apparato di rancorosi. Cosi andiamo a finire verso un declino inarrestabile”. Ancora Boeri:“Quando si prendono decisioni così importanti non si possono fare vertici tra quattro persone” spiega “Vertici a cui partecipano solo il sindaco, due dirigenti ormai appassiti e un capogruppo in procinto di entrare in giunta. C'è la città, bisognerebbe capire gli effetti su città e rispondere soprattutto ai cittadini”. “Sono stato colto totalmente di sorpresa. Ieri sera ho avuto un breve colloquio con il sindaco che mi ha ribadito che si era interrotto il rapporto di fiducia. Non ho ricevuto nessuna motivazione precisa”. “Stavamo lavorando bene” dice Boeri “abbiamo numerosi progetti aperti. Interrompendo il lavoro in questo modo si delegittima gravemente l'amministrazione”. “Sostengono che ho speso più degli altri assessori, che ho dato 560mila euro a dei consulenti. Invece ho un gruppo di collaboratori che mi danno una mano a costo zero. Buona parte del nostro lavoro è cercare finanze, risorse esterne. Come tutti sanno” spiega “i soldi per la cultura sono pochissimi, abbiamo fatto mostre con 800 mila euro che valgono 10-20 volte tanto”. Per l'ex assessori i motivi della scelta di Pisapia non andrebbero cercati nel lavoro del suo assessorato. “Non ho capito quale siano le divergenze sulla politica culturale in città” spiega. “Non è questo il modo nuovo di fare politica che ci ha portato a vincere le elezioni. Mi è stato dato un calcio nel sedere” conclude. Oggi pomeriggio è in programma una manifestazione di sostenitori di Boeri davanti a palazzo Marino.

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