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Milano

 

LA REPLICA DI CORNELLI

"Tra il sindaco Giuliano Pisapia e Stefano Boeri si è rotto il rapporto di fiducia e con esso il percorso che li ha visti lavorare insieme in questo ultimo anno e mezzo. E' un fatto che ci amareggia e che deve essere analizzato per quello che è. Sbaglia chi pensa che nel ritiro delle deleghe di Boeri si nasconda una lotta interna al Partito Democratico. Abbiamo sempre considerato legittime le critiche, anche aspre, che Stefano Boeri ha rivolto in questi due anni alla dirigenza del partito che lo aveva sostenuto nelle primarie prima e come capolista poi. La nostra reazione è sempre stata sul piano della dialettica interna la Pd e non ha mai minimamente messo in discussione l'operato di Boeri come Assessore". Lo afferma il segretario metropolitano del Partito Democratico, Roberto Cornelli, che aggiunge:
"In queste ore sentiamo gli insulti ai dirigenti democratici milanesi da parte di un Boeri che comprendiamo essere amareggiato e arrabbiato.
Ma le radici di questa esclusione devono trovare un momento di autocritica maggiore rispetto a quanto sta emergendo, e certamente non possono ricadere su un partito che negli ultimi due anni ha lavorato perchè la sua esperienza continuasse, nonostante si stesse compromettendo il rapporto con Sindaco e Giunta. Ricordo che solo un anno fa, in un forte momento di tensione con Pisapia, fui io stesso a mediare con decisione per evitare l'esclusione di Boeri dalla Giunta.
Ricordo la passione e lo sforzo organizzativo per sostenere Boeri prima alle primarie e poi come capolista del Pd alle amministrative.
Abbiamo apprezzato e goduto del grande risultato da lui ottenuto con
13 mila preferenze. Abbiamo creduto che si aprisse una stagione nuova, e che una figura di grande spessore come Boeri potesse aiutare non solo la Giunta, ma anche il Pd a migliorarsi ancora di più.
Praticamente quasi subito Stefano Boeri si è posto in antitesi con il suo partito (e, in modi diversi, con il Sindaco), lanciando provocazioni sempre a testa bassa contro chi ha la responsabilità di guidare il Pd milanese e invocando una rigenerazione ed un rinnovamento che erano già avvenuti nei fatti.
Tant'è che le sue invocazioni non hanno trovato grande seguito". "Da parte mia, ritengo sana la dialettica interna - continua Cornelli - e utili anche le provocazioni se rispettose e costruttive e mi auguro che Boeri si senta libero di continuare a dire ciò che pensa sul Pd.
Non abbiamo mai utilizzato le posizioni espresse da Boeri per una battaglia contro di lui, e lo abbiamo sempre e comunque considerato con rispetto come persona di grande livello al servizio della città di Milano. Sia chiaro, dunque, che la profonda lacerazione non si è consumata tra Boeri e dirigenti appassiti o giovinastri del Pd ma tra Boeri e il Sindaco. E' in quel rapporto politico che si è rotto qualcosa di profondo. E in quel campo, in cui il Sindaco Pisapia ha rivendicato le sue prerogative di capo dell'amministrazione, la nostra collaborazione non è potuta arrivare. E' stato impossibile ancora una volta ricucire lo strappo. O si voleva forse che la rottura della fiducia personale tra il Sindaco e Assessore diventasse ciò che non è, fino a diventare uno scontro politico tra Pisapia e il Partito Democratico che lo sostiene? Lo dico con pacatezza ma in modo determinato. Sparare sul Pd in questo modo è inutile e dannoso. Ed è ingeneroso scaricare tutte le responsabilità su chi fa un lavoro nascosto e difficile, ed opera non per garantire posizioni, ma per ben governare. Su chi, come il sottoscritto, fa il segretario a titolo completamente gratuito ed esclusivamente per passione e che ha rifiutato, in virtù del proprio ruolo, di candidarsi in Parlamento, dove avrebbe avuto un approdo sicuro. Si spara su tutti i membri della dirigenza che lavorano con impegno e dedizione. Si spara su una generazione di giovani donne e uomini che si mettono in gioco ogni giorno per difendere e rilanciare un partito già in difficoltà. Persone che provengono dalle professioni e non dal cosiddetto apparato e conoscono e vivono nella città proprio come l'architetto Boeri. Veniamo accusati da Boeri di "mercimonio di posti". Proprio noi che sempre evitato di rivendicare come partito, nei confronti del Sindaco, una qualsiasi carica di sottogoverno della città. Ed abbiamo sempre invocato pulizia e competenza per qualsiasi ruolo dovesse essere assegnato. Il nostro 29 per cento di consensi alle amministrative (che è stato confermato anche nelle ultime elezioni nazionali) va rintracciato anche nel lavoro di un gruppo di persone competenti ed oneste, aperte al dialogo con tanti mondi della città". "In ogni caso ora è il momento di guardare al futuro. Stasera alle 18 incontreremo il gruppo consigliare del Pd che ieri in aula, nelle parole del vicecapogruppo reggente Lamberto Bertolè, ha dimostrato di voler andare avanti per garantire l'avvio di una nuova fase nel lavoro dell'amministrazione, ribadendo la fiducia al sindaco Pisapia".

Davanti a circa 200 tra supporter e compagni di lavoro, in un cinema del centro di Milano, Stefano Boeri ha spiegato i suoi perché, sul licenziamento subito da Giuliano Pisapia. Tallonato dai cronisti ha detto: “Non è una giornata di delusione ma anche di rilancio, penso che la cultura sia un fattore di sviluppo per Milano. Io sono per la politica delle idee, non per quella delle persone. Le persone sono meno importanti delle idee. In questi mesi abbiamo prodotto idee, bisogna che la giunta lo capisca e ne faccia tesoro”. Poi, sollecitato a dare un giudizio sul suo partito ha detto: “Il Pd non esiste ci sono dei ragazzotti incompetenti e irresponsabili che gestiscono un partito che ha avuto 170 mila voti, il 28% dei consensi e 20 consiglieri, questo è il vero problema”. Sui rapporti con Pisapia: “Aspetto che il sindaco mi spieghi perché mi ha tolto la delega, io non l’ho capito. Mi spieghi le ragioni politiche”. Silurato perché renziano? “Spero che il problema non sia questo”.

"Questa enfasi sulla segretezza e' una cosa che non appartiene alla mia cultura". Cosi' Stefano Boeri, incontrando la stampa e i suoi sostenitori al cinema Apollo, ha risposto riguardo alle parole del sindaco Giuliano Pisapia ieri in consiglio comunale, sulle comunicazioni con i giornalisti dopo le riunioni di giunta. "Io penso che le riunioni di giunta dovrebbero essere aperte a tutti - ha detto Boeri - e questa e' la vera follia. Oggi abbiamo una giunta, anticipata da un pregiunta in cui si va per presentare dei progetti che se passano in pregiunta vengono portati in giunta. Tutto cio' per fortuna non mi appartiene piu'".

Non "colpa del sindaco" o "colpa del Pd" la decisione del suo licenziamento ma "un concorso", secondo Stefano Boeri. Cosi' l'ex assessore alla Cultura al cinema Apollo ha risposto a una domanda dei giornalisti. "Sono stato avvisato da alcuni giornalisti sabato pomeriggio mentre ero a Brera per il ricordo di Testori che c'era stato un incontro del sindaco con i dirigenti del Pd in cui si era messa in campo l'ipotesi di un mio licenziamento. Non mi interessa piu' di tanto sapere di chi e' la colpa, diciamo che e' stato un concorso, comunque una decisione assunta da un gruppo molto ristretto. E i consiglieri comunali mi pare non siano stati avvisati, e questo la dice lunga anche sul modo con cui si lavora purtroppo a volte nella politica milanese".

Il Pd e' un partito che "non ha nessuna volonta' di rigenerarsi. Non l'ha mai avuta" e che "conserva in modo autoreferenziale una struttura fatta di correnti e dirigenti che si autoalimenta e che vive sulla sopravvivenza, e quindi non e' interessata alle idee ma solamente al proprio utile, come funzionari di partito". Lo ha detto Stefano Boeri, rispondendo alle domande dei giornalisti al cinema Apollo. "Da un lato noi abbiamo dei dirigenti che sono stati eletti nel 2009, quando il mondo era un altro, Berlusconi era al governo e la Moratti spadroneggiava a Milano", ha detto Boeri del Pd, e dall'altro "purtroppo parliamo di un partito che non ha nessuna volonta' di rigenerarsi. Non l'ha mai avuta".

"Bersani non lo sento piu' da quando l'anno scorso ho dichiarato che secondo me Filippo Penati doveva dimettersi da consigliere regionale". Lo ha detto Stefano Boeri, incontrando giornalisti e sostenitori al cinema Apollo. Rispondendo a una domanda, "non so cosa sia successo ma da quel momento - ha detto Boeri - ho sentito calare il freddo glaciale su tutto quello che facevo e questo evidentemente ha avuto dei risvolti anche nella mia posizione in giunta, purtroppo".

"Oggi continuo a pensare che il Pd sia il luogo in cui portare le nostre idee. Ma non intendo dire il partito dei circoli, intendo quello dei 171mila elettori che lo hanno votato. Noi dobbiamo a loro se siamo oggi a governare e dobbiamo rispondere a loro di quello che facciamo. Questo e' quello che purtroppo si e' interrotto". Lo ha detto Stefano Boeri, incontrando stampa e sostenitori al cinema Apollo. "Un partito che ha nel suo dna le primarie - ha detto Boeri - e' un partito che dovrebbe parlare agli elettori, non solo ai propri iscritti. Il mio sforzo e' capire se e' possibile fare tornare il Pd a essere un partito dove contano le idee, dove ci si rigerera ogni due anni, dove ci si puo' iscrivere anche con altre forme di adesione senza tessera in tasca, un partito che abbia il coraggio di lanciare idee nuove per l'Italia. Questo e' il mio intento e se sara' nel Pd, come mi auguro, ne saro' felice".

Nella giunta di palazzo Marino "manca il Pd". Lo ha detto Stefano Boeri, rispondendo alle domande rivoltegli al cinema Apollo. "Milano e' governata da un gruppo di assessori e da un sindaco che rispondono ancora di una tensione collettiva e ne sono consapevoli" ma "e' vero che manca il Pd. Io sono stato per qualche mese capodelegazione del Pd in giunta - ha detto Boeri - e ho fatto due battaglie: una su Expo e una su Sea. A un certo punto mi sono girato e non c'era piu' nessuno, e infatti non ero piu' capodelegazione".

"Idee" che hanno portato "portato un sindaco straordinario come Giuliano Pisapia a vincere nel 2011" ma il Pd "ha ucciso la dimensione delle idee". Questa l'analisi della situazione della politica milanese proposta da Stefano Boeri a giornalisti e sostenitori al cinema Apollo. "Il Pd ß stato il costruttore delle idee che ci ha consentito di vincere la campagna elettorale 2011. Le idee sono nate nel grande movimento di cittadini - ha detto Boeri - che ha portato un sindaco straordinario come Giuliano Pisapia a vincere nel 2011, e queste idee sono nate nelle donne, negli uomini, nei giovani del Pd . Questa cosa ß scomparsa, e quel partito ß diventato ostaggio di un piccolo gruppo arroccato e autoreferenziale attento solo ad autoconservarsi, e questo ha ucciso la dimensione delle idee: questo ß il vero problema di Milano. Se oggi abbiamo una politica che anche a livello di giunta fa fatica ad avere una visione e non sa proporre una immagine convincente del futuro, e neanche un'immagine convincente dell'Expo, ß perchá non c'ß stata questa grande forza collettiva". Coså ora "quello che mi interessa sono le idee" perchá "le persone sono importanti, utili e volte cruciali ma se non ci sono le idee non c'ß la buona politica. Questo ß il senso dello sconforto ma anche dell'entusiasmo di questi giorni. Quando si misura la politica lo si fa sulla base delle idee, quindi io mi aspetto una valutazione sulle idee. Le idee sono di chi le applica e da questo punto di vista quello che ß mancato in questi mesi a Milano ß stato un grande laboratorio di idee, e nella politica milanese c'ß un vuoto, che si chiama Partito democratico".

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