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Milano

 

 

StefanoBoeri

di Fabio Massa

 

Stefano Boeri non ha peli sulla lingua. Ex assessore alla Cultura, più votato a Milano, conosce bene il ruolo che dovrebbe avere il Partito Democratico metropolitano. Nei giorni della sua uscita dalla giunta, infatti, i vertici ebbero un ruolo non da poco. Ad Affaritaliani.it commenta il congresso che si celebrerà domani a Milano e provincia: "Hanno deciso di rinchiudersi nei circoli. E' una conta interna. Immaginatevi come sarebbe stato diverso un congresso aperto: avrebbe partorito una segreteria potente, legittima, autorevole, capace di dettare i tempi della politica. Invece così, di questo congresso, non importa a molti. Non ho visto neppure un intellettuale prendere posizione..." L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Stefano Boeri, è un bel congresso quel che si sta per celebrare?
No, non direi. Quello che si manifesta oggi è un congresso che invece che coinvolgere i cittadini si è rinchiuso nei circoli e sembra essere guidato da una logica di conta interna. Un'occasione persa, non c'è che dire.

Chiunque vinca, non sarà legittimato da un voto ampio, insomma.
Esatto: immaginatevi cosa sarebbe stato un congresso aperto, un momento di grande partecipazione. Sarebbe stato un altro segnale per una segreteria che sarebbe stata potente, autorevole, capace di dettare i tempi della politica. Vorrei dire un'altra cosa: mi arrivano voci che le tessere a Milano sono raddoppiate in questi giorni. Se questa cosa fosse vera è molto preoccupante, perché proprio a fronte di una vicenda congressuale insignificante, il raddoppio corrisponde alle logiche peggiori.

Il segretario provinciale avrà la forza di trattare con la giunta Pisapia?
Mi auguro che ce l'abbia. Se fosse stato eletto da una primaria effettiva sarebbe stato meglio. Ormai facciamo un passo in avanti: è importante che il segretario eletto abbia soprattutto la forza delle idee per aiutare questa giunta. Almeno quelle, visto che i voti non ci sono stati.

Ieri si è visto con Celentano. A lui sarebbe piaciuto questo congresso?
Domanda alla quale è impossibile rispondere. Non so neanche se gli passa per la testa di ragionare su questo contresso. E se gli fosse passato per la testa, credo che gli sarebbe stato indifferente, come quasi a tutti gli intellettuali e artisti milanesi. Chiediamocelo: questa vicenda chi tocca? Neppure gli intellettuali di sinistra hanno preso posizione. Da Moni Ovadia a Lella Costa, di questo appuntamento non gliene importa a nessuno. Purtroppo, dico io. Perché la guida del Pd a Milano è fondamentale. Cerchiamo di non perdere del tutto eleggendo almeno un candidato di qualità.

Quindi lei chi sostiene?
Io sostengo Pietro Bussolati. Prendo posizione. Del resto, è uno che fuori dal partito ha fatto qualcosa. Che ha delle idee e una vita. Non è poco. Lui può farci uscire da questa deriva di autoisolamento e chiusura.

@FabioAMassa

Tags:
boeri pd congresso







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