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Milano
Boeri: ”Tutti dicono sia stato Pisapia a non farmi nominare Presidente della Triennale”

È ai microfoni di Polifemo, la trasmissione in onda tutti i giorni alle 20 su AI radio, condotta da Mattia Tarelli e Stefano Indovino, che Stefano Boeri, l’architetto che sfidò Pisapia alle primarie, parla di Milano e di quanto appena successo per la nomina del CDA della Triennale, togliendosi qualche piccolo sassolino dalla scarpa:“ Il mio nome per la Triennale era già stato fatto dal Ministro Ornaghi. Bray ha ritenuto di non dover ratificare la nomina. Tutti dicono che ci sia stato lo zampino di Pisapia. A me lui non l’ha detto. Avrei dato volentieri una mano, ma ci sono persone che possono aiutare la Triennale molto meglio di me, va bene così” – continuando sulla città – La mia storia nella Giunta è finita in modo molto brutto, ma io rimango sempre dalla loro parte.  I prossimi mesi saranno decisivi, altrimenti il patrimonio dei consensi rischia di esaurirsi se non c’è un rilancio, una visione per il prossimo futuro e la capacità di governare Expo 2015. Nella maggioranza vedo che c’è questa preoccupazione, il PD deve dare il suo contributo.”
 
Dopo aver affrontato i temi riguardanti il capoluogo lombardo, l’ex Assessore alla cultura del Comune di Milano, ora membro dell’Assemblea Nazionale del Partito Democratico, si concentra sulla situazione politica che si è venuta a creare nel suo partito “Le dimissioni di Cuperlo sono incomprensibili” – racconta -“Matteo Renzi è venuto in Assemblea chiedendo una delega per cambiare legge elettorale, abolire il bicameralismo perfetto e ridurre i costi della politica. Mi pare che stia portando a casa il risultato. Aver ricevuto Berlusconi al Nazareno non è una profanazione dei nostri principi. Da questo punto di vista è stato peggio governare con Silvio Berlusconi. Renzi ha ospitato a casa sua il leader del secondo partito, è stato impeccabile”.
 
L’architetto apre poi alla possibilità di candidarsi alle prossime elezioni Europee – “se mi chiedono di dare una mano, perché no - delineando prima di tutto la progettualità che più gli sta a cuore: ”La sfida Europea è fondamentale. Oggi l’Europa non c’è. C’è solo quella finanziaria che si muove sul tono delle politiche tedesche, ma non c’è un’Europa politica, né un’Europa strategico militare, né una diplomatica. L’Italia deve giocare un ruolo importante, deve rappresentare l’Europa nel bacino del Meditarraneo. Fino ad adesso, da questo punto di vista, non esistiamo. Le elezioni possono avere un ruolo importante per riflettere. Dobbiamo tornare protagonisti in Europa facendo da interfaccia per il Mediterraneo.
 
Chiusura dell’intervista sulla sua Inter e sul suo Bosco Verticale.
La prima, secondo Boeri, necessita di una grande rivoluzione, che finora Thohir non sembra essere stato in grado di fare,  il secondo, svela Boeri, comincerà a vedersi in Primavera, ma potremo vederlo in tutta la sua estensione solo fra un anno e mezzo.

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