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Alessandro Lorenzano, sindaco di San Giuliano che ha lasciato in Area Dem in polemica con la decisione di candidare Arianna Censi. Daniela Gasparini, ex sindaco di Cinisello Balsamo. Paolo Razzano, vicesindaco di Magenta. Andrea Fanzago, consigliere comunale. Secondo quanto può riferire Affaritaliani.it sono i membri del coordinamento della mozione di Bussolati, con la supervisione generale della parlamentare Lia Quartapelle. (Fabio Massa)

di Fabio Massa

 

Pietro Bussolati, candidato alla segreteria provinciale del Pd, in un'intervista ad Affaritaliani.it non le manda a dire a nessuno: "Il congresso veniva preso come un momento più per misurarsi che non per cercare l'unità, per questo mi sono candidato. Candidatura 'renziana'? Tra i miei sostenitori ci sono anche persone che non voteranno Renzi". Poi l'attacco sulla Fondazione Quercioli: "Con la mia segreteria finiranno tutti i regni e i principati". E ancora: "Io perdente? Non ho paura della competizione. La giunta Pisapia? Tra un partito solido e uno liquido abbiamo scelto di essere un partito ininfluente..." L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Pietro Bussolati, lei è il candidato più giovane in lizza ed è sostenuto dai renziani. Come si è arrivati a questa candidatura? C'è stato il tentativo di averne una unitaria...
Io per primo ho lavorato per una candidatura che riuscisse a far fare a tutti un passo avanti e che fosse autorevole. Preso atto del fatto che il congresso veniva preso più come un momento per misurarsi che non cercare di individuare una persona che avesse riunisse diverse istanza, allora è sorta l'idea della mia candidatura proposta come rottura verso il passato. Questo congresso può far scegliere tra chi ha governato il partito, a vario titolo, nel bene e nel male negli ultimi anni e chi invece ha delle idee, come le mie, molto innovative, che vuole cambiare il rapporto che esiste tra circoli e federazione e tra federazione e istituzioni.
 
In un primo tempo si parlava di Comincini come candidatura "renziana".
Intanto ci tengo a precisare che "renziano" per me è una parolaccia. Ho sostenuto Renzi alle primarie dell'anno scorso, ma sono semplicemente una persona che crede alla politica dell'innovazione, dell'inclusione, dei circoli aperti, della trasparenza. Questo va oltre Renzi. Esistono tanti miei sostenitori che non voteranno Renzi alla sfida nazionale. Tra i miei sostenitori c'è anche Eugenio Comincini che ha avuto il ruolo di coordinare i comitati per Renzi. Lui ha individuato in me una persona che sapesse aprire e non chiudere in un'area.
 
Una delle prime cose che lei ha detto è che bisogna rivedere il sistema della Fondazione Quercioli. Sembra un attacco ad Area Dem...
Iniziamo a dire che io non so neanche se è il regno o il principato di qualcuno. Ma con la mia segreteria finiranno tutti i regni e i principati. Trovo assurdo che un partito che è democratico, affidi a una Fondazione immobiliare la proprietà dei circoli con incarichi vitalizi e che i circoli siano costretti a tirare la cinghia in un momento di crisi senza alcun intervento del Partito. Se c'è un conflitto di interessi deve essere sanato.
 
Faccio il maligno: lei ha già perso due elezioni regionali.
Sì. In politica ci si mette la faccia, mi sono candidato, non sono stato eletto e ho continuato a lavorare in Eni dedicandomi alla politica fuori dall'orario di lavoro.  A me non spaventa la competizione, perché è il modo migliore per creare una buona classe dirigente. Il metodo peggiore è cercare sempre il criterio unanimistico, perché nessuno rischi di perdere. Se molte persone credono in me vuol dire che qualcosa di buono l'abbiamo fatto, allargando il consenso invece di chiuderci in filiere stantie che dopo qualche tempo iniziano ad essere sempre meno capaci di influenzare l'esito delle elezioni.
 
Come giudica l'operato di Roberto Cornelli, segretario uscente?
Si è trovato a gestire un periodo difficile, con tante elezioni una vicina all'altra. A me spiace che non ci sia stato un momento di ascolto di tutti i segretari di circolo, che anche loro hanno fronteggiato primarie ed elezioni. Io prometto che nel primo anno di attività incontrerò, al di là delle iniziative, tutti i segretari, in sezione o in federazione. Voglio vederli, di persona, ascoltarli, voglio dedicare a loro del tempo. Questo è mancato nella gestione di Cornelli. Così come il Pd deve essere un partito che decide e che fa, che non si vergogna di parlare di crisi con le imprese, ad esempio. Occorre lanciare una grande riflessione su Expo che ci consente, tramite i circoli, di discutere e decidere cosa propone il PD per lo sviluppo dei territori.
 
Se sarà segretario la Festa democratica resterà al Carroponte, a Sesto?
Sarebbe bello trovare un posto più facilmente raggiungibile. Bisognerà anche ripensare la Festa democratica perché sia fiera delle idee, con il forte apporto dei circoli.
 
Il tema sul quale vi confronterete tutti è la posizione nei confronti della giunta Pisapia. La linea scelta da Cornelli è sempre stata quella della  mediazione. C'è però chi vorrebbe un Pd più protagonista...
Dopo il partito solido e quello liquido, è stato utilizzato il partito ininfluente, che è la strada che non voglio percorrere. Il problema però non è nella giunta di Milano, ma all'interno del Pd, incapace di fare sintesi e decidere. Se avessimo individuato priorità da porre a Pisapia, avremmo potuto offrire alla giunta una proposta politica che riguardasse l'intera città metropolitana in modo da essere più propositivi e anche influenzare l'attività della giunta non solo di Milano.
 
Carmela Rozza è sotto attacco perché la De Cesaris e Bisconti dicono che non ha condiviso il suo piano.
In un lavoro di gruppo, come e' una giunta, e' naturale che ci siano confronti. Tutti pero' sanno che la Rozza lavora come assessore pancia a terra e che da quando c'e' lei son state asfaltate oltre 350 strade. I cittadini si accorgono di queste cose, non di polemiche spiccie.
 
Ultima domanda: nessuno di voi prevedibilmente arriverà al 50 per cento dei voti degli iscritti. Poi ci saranno accordi. E' scontato che i renziani si alleeranno con Area Democratica?
Non c'è nessun accordo con nessuno. Noi abbiamo una specifica proposta politica che abbiamo condiviso in un documento e che porteremo avanti per tutta la campagna congressuale. E' un progetto politico che da forza al Partito Democratico milanese anche nel rapporto con il Partito Democratico nazionale ed è su questo che ci confronteremo anche con gli altri candidati. Intanto invito tutti a reiscriversi od iscriversi per la prima volta ed aiutarmi a cambiare il Partito Democratico metropolitano.

@FabioAMassa

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