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Milano
Caso Acerbo, la verità su Expo nelle carte del figlio

Nascono lo scorso maggio, dal ritrovamento di documenti relativi alla consulenza affidata dalla Maltauro spa al figlio Ilvio, i sospetti degli inquirenti su Antonio Acerbo, l'ex subcommissario di Expo iscritto nel registro degli indagati per corruzione e turbativa d'asta nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta cupola degli appalti con l'accusa di aver pilotato la gara per il "Progetto via delle acque" a favore dell'impresa vicentina. A maggio infatti, in occasione degli arresti dei presunti componenti della cupola tra cui l'imprenditore Enrico Maltauro e l'ex responsabile ufficio contratti di Expo 2015 spa Angelo Paris, gli inquirenti avevano eseguito una serie di sequestri agli arrestati, scoprendo che l'impresa di Maltauro aveva affidato un incarico di consulenza da 30mila euro allo studio di ingegneria del figlio di Acerbo, Ilvio (ora indagato per riciclaggio), per un progetto di riqualificazione urbanistica dell'area ex scuderie De Montel di proprietà del Comune a San Siro. Consulenza che sarebbe stata affidata nel periodo di passaggio dall'incarico di Antonio Acerbo come direttore generale del Comune (ricoperto tra il luglio 2010 e il giugno 2011 con la giunta Moratti) a quello di responsabile del Progetto via delle acque. Tale documentazione, accostata alla rilettura delle intercettazioni ambientali in cui Maltauro è stato sentito vantarsi della conoscenza trentennale con Acerbo, ha portato la guardia di finanza a concentrare l'attività di indagine sull'ex presidente della commissione aggiudicatrice dell'appalto del valore di 54 milioni di euro a una cordata di imprese guidata dalla Maltauro.

Con le perquisizioni del 17 settembre ad Acerbo e presso le sedi della Maltauro e della Tagliabue (impresa facente parte dell'ati che ha vinto la gara), i finanzieri hanno sequestrato diverso materiale informatico che da lunedå sarà messo a disposizione del consulente informatico nominato dai pubblici ministeri Claudio Gittardi e Antonio D'Alessio. Al vaglio dei finanzieri ci saranno anche le email di Acerbo con l'obiettivo di individuare le utilità economiche che, in base all'ipotesi di reato formulata dalla procura, avrebbe ottenuto per pilotare la gara. E, da quanto trapela, il materiale sequestrato avrebbe già portato all'iscrizione di nuovi indagati nel fascicolo di inchiesta.

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