Luigi Grillo, l’ex senatore di Forza Italia e del Pdl arrestato nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta ‘cupola degli appalti’, deve restare in carcere anche perche’ “le esigenze cautelari sono di eccezionale rilevanza in considerazione dell’altissimo livello dell’attivita’ di turbativa degli appalti e corruttiva che l’indagato e’ in grado di porre in essere, avvelendosi di sodali in grado di influenzare anche le scelte politiche, ed in considerazione delle particolare complessita’ delle indagini e dell’altissima capacita’ manipolatoria che l’indagato e’ in grado di esercitare”. Lo scrivono i giudici del Tribunale del Riesame di Milano nell’ordinanza con cui hanno respinto l’istanza di scarcerazione presentata dai legali di Grillo.
Secondo i giudici, presieduti da Paolo Micara, la misura degli arresti domiciliari sarebbe “inidonea in relazione alle esigenze cautelari perche’ consentirebbe comunque all’indagato di relazionarsi con l’esterno, anche indirettamente, attraverso i familiari e i collaboratori”. Grillo, spiegano i giudici, “nella sua pluriennale attivita’ ha stretto proficui rapporti con numerosissime aziende che operano per il settore pubblico e con le aziende pubbliche in grado di affidare servizi di interesse locale o nazionale per importi particolarmente rilevanti”. L’ex parlamentare “conosceva bene” l’ad di Sogin Giuseppe Nucci “che sponsorizzava anche per un interessamento personale” e, proprio con riferimento a Sogin, societa’ che sarebbe stata favorita dalla “cupola” nell’assegnazione degli appalti, “Sergio Cattozzo (ex segretario dell’Udc ligure) era stato incaricato da Grillo di riscuotere il denaro che costituiva la provvista dell’associazione”.

