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Milano

 

RISPOSTA DI FRANCO MONACO ALLA LETTERA A LUI INDIRIZZATA

Apprezzo il tono civile, ma davvero non comprendo le ragioni della richiesta decisamente inspiegabile e irrituale che mi si fa da parte dei firmatari, specie in quanto accompagnata da espressioni di stima per il mio contributo all'Ulivo e al PD che mi piace pensare frutto di sincera convinzione. Soprattutto non comprendo perché ci si appunti sul mio caso, essendo più di cento i candidati indicati dal segretario nazionale Bersani e approvati all'unanimità dalla direzione nazionale del PD. Dunque non posso accogliere tale richiesta, anche perché, al di là della mia modesta persona, la mia candidatura risponde anche all'esigenza di dare rappresentanza plurale a un partito quale il PD che è stato pensato e vuole essere plurale. Ecco le mie ragioni: 1) non ho raggiunto il limite di durata del mandato parlamentare, tanto è vero che non ho avuto bisogno di deroga, che altri hanno chiesto e ottenuto, non io (iniziai nel 1996 con Prodi, ma la mia esperienza parlamentare ha subito interruzioni); 2) sì, sono entrato nella quota nazionale di competenza del segretario Bersani, secondo le regole concordate e applicate ovunque in Italia; 3) dunque, se non vi fossi io in lista vi sarebbe comunque un altro candidato scelto dal livello nazionale; 4) mi risulta che nel Comitato elettorale nazionale sul mio nome si sia registrato il consenso di tutti i membri, nessuno escluso; 5) sto in tutti gli organi nazionali di direzione politica del PD, compreso il Coordinamento, cioè l'organo di vertice più ristretto, e dirigo il mensile politico-culturale del PD nazionale (non sono il segretario, il portavoce, il parente di qualche capo corrente); 6) ho motivo di pensare che la mia candidatura sia dovuta all'apprezzamento per i servizi resi al partito, che è organismo complesso che vive di molteplici funzioni; 7) pur non avendo avuto alcuna garanzia previa di figurare nella quota nazionale, non ho partecipato alle primarie perché, con la componente cui faccio riferimento, abbiamo convenuto di fare convergere il sostegno su un nome nuovo che ha avuto un lusinghiero risultato. Dunque, avevo ceduto il passo ad altri di mia autonoma iniziativa. Solo dopo, e non su mia richiesta, è intervenuta l'indicazione del mio nome nella quota riservata a Bersani e alla direzione nazionale; 8) si profilano gruppi parlamentari largamente rinnovati e con una cospicua rappresentanza di giovani. E' ottima cosa. Forse non sarà inutile - uso una espressione di Bersani - un "presidio di esperienza". Tanto più se, come spero e credo, essi dovranno supportare il nostro governo. E' più impegnativo di quanto non lo sia quando si sta all'opposizione.
 

Franco Monaco

Scoppia il caso Monaco a Milano. Il parlamentare è stato piazzato in lista al 10 posto (e quindi, in base ai calcoli, sarà sicuramente eletto) pur non avendo partecipato alle primarie. Ora sta partendo una raccolta firme in calce a una lettera aperta che Affaritaliani.it può pubblicare integralmente.  

"Esprimiamo grande stima per Franco Monaco. Per lui parla la sua storia, il suo altissimo profilo intellettuale, il suo enorme contributo (è doveroso riconoscerlo) al nuovo ruolo dei cattolici in politica. Tuttavia proprio in virtù di queste qualità la sua attività politica non ha conosciuto negli anni un radicamento sul territorio, una costruzione del consenso, uno sviluppo di quelle relazioni con l'elettorato che sono condizione necessaria e si spera anche sufficiente per vincere in Lombardia.
Non sta a noi ribadire il ruolo strategico della Lombardia nella prossima competizione elettorale. Ci interessa sottolineare come “paracadutare” (ci si perdonerà il termine un po’ forte e colorito) un profilo pur autorevole come quello di Monaco possa davvero essere letto dall'elettorato come:
- l'azione di forza del Partito nazionale per garantire l'elezione a un deputato alla quinta legislatura, al limite di quanto previsto dalle regole statutarie;
- La non considerazione del risultato delle primarie per l'elezione dei parlamentari;
- L' azione di freno verso un ricambio generazionale che il partito sta perseguendo con intelligenza in tantissimi altri casi.
Chiediamo pertanto a Franco Monaco, in virtù della sua intelligenza politica e della sua attenzione al doveroso spazio da dare agli esponenti del partito di domani, di riflettere sulla genesi della sua candidatura e di prendere in considerazione un suo diverso ruolo, rispetto a quello del deputato imposto da Roma, più concentrato sull’ affiancamento alle generazioni che sono cresciute con i suoi scritti e i suoi interventi, piuttosto che un ruolo attivo, terreno di gioco sul quale ci piacerebbe vedere in azione chi è stato indicato dal consenso della base.
Gli chiediamo pertanto di non accettare la candidatura alla Camera dei Deputati.
E’ una scelta che può prendere soltanto lui e questo spunto vuole solo sollecitare una riflessione.
Qualunque sia la scelta di Monaco ci auguriamo di averlo al fianco del PD in queste battaglie decisive e finali per la conquista della Lombardia e del governo nazionale. Una battaglia fatta di lavoro quotidiano, di incontro con le persone, di radicamento sul territorio".

CELADIN ANNA
FONDATI GIUSEPPE
RUGGIERO BETTI
ORI MARIA TERESA
ZACCONE FRANCESCO
NINIVAGGI GIOVANNI
PASINETTI SERENA
Perando Giuseppina
Bersani Nicola
Ferrai Michela
Sansalone Felice
Giagnolano Cataldo
Del Cocco Domenico
Perando Maggiorino
Ricotta Stefano
Bersani Davide
Pullano Ersilia
Bersano Laura
Del Cocco Ersilio
CAVORSO PASQUALE

Più altri 40 firmatari

Tags:
caso monaco






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