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Milano
fabrizio cecchetti

di Fabio Massa

Fabrizio Cecchetti è il presidente uscente del consiglio regionale. Un consiglio travagliato, tra aragoste e pranzi di nozze pagati con i soldi dei contribuenti, consiglieri arrestati. Il suo predecessore, Davide Boni, è sotto indagine per mazzette presunte. Lui, Cecchetti, ad Affaritaliani.it spiega: "Sono indagato anche io. Ma so di non avere fatto nulla. Così come credo che moltissimi consiglieri, di maggioranza e di opposizione, sapranno dimostrare la non colpevolezza norma alla mano. Per quanto riguarda la Lega, c'è stata una commissione interna che ha valutato le varie posizioni. Chi ha palesemente sbagliato, non è stato ricandidato"

Fabrizio Ceccetti, devo ancora chiamarla presidente...
Eh sì, perché fino al giorno prima dell'insediamento del nuovo consiglio regionale, rimarrò presidente dell'assemblea. Io convocherò la prima seduta, che poi sarà presieduta dal consigliere anziano.

Al di là delle questioni tecniche, lei è anche ricandidato. Come sta procedendo la campagna elettorale?
Sicuramente è una grande responsabilità. Sono uno tra i più giovani candidati, anche se sono entrato per la prima volta nel 2005. In questi anni ho fatto il consigliere semplice, il vicepresidente della Commissione Affari Istituzionali, il presidente della Commissione Bilancio. E alla fine ho fatto il presidente del consiglio.

Perché Boni si è dimesso in quanto indagato...
Lasciamo stare il perché. La cosa curiosa è che sono stato il presidente più giovane non solo d'Italia o di Lombardia, ma dell'intera Europa. D'altra parte sono stato anche il presidente che ha dovuto poi affrontare delle situazioni che nel consiglio regionale lombardo non erano mai state affrontate.

In consiglio c'è circa il 90 per cento di indagati.
Questo nella fase finale, quando era già decaduto il consiglio.

Come ha vissuto questi scandali?
Come Presidente ho sempre cercato di tutelare nel limite del possibile il ruolo dell'istituzione. Ero ben consapevole di essere un presidente di passaggio e transizione. L'obiettivo che mi sono prefissato fin dall'inizio era però di cercare il consiglio regionale. Magari quelli che oggi sono visti, come indagati brutti e puzzolenti, andranno via e ne arriveranno altri più bravi e belli. Ma l'istituzione resta. E quello è stato il mio interesse: preservare il consiglio da ulteriori problemi. Faccio un esempio...

Prego.
Nel mese di luglio ho provato a dettare l'agenda politica convocando due consigli ad hoc per parlare della crisi, della questione Expo, della questione Equitalia. In quei giorni era saltata fuori la polemica delle eventuali dimissioni della consigliera Nicole Minetti. Di fatto noi avevamo molti giornalisti presenti, più interessati a ciò che avrebbe detto o fatto la Minetti piuttosto che a temi che interessavano molto di più i lombardi. Ho cercato di riportare la politica all'interno del consiglio regionale. La gente ha una pessima visione dell'istituzione consiglio.

Lei è indagato?
Sì, come tutti gli altri da dicembre. Tengo a ribadire: non per questioni relative alla presidenza. Tant'è che il primo giorno che sono diventato presidente ho rinunciato all'auto blu, non ho preso indennità su questo. A settembre abbiamo varato il nuovo regolamento sulle auto di rappresentanza, portandole da 8 a 5. Poi abbiamo tagliato di tutto: dalla festa dello Statuto alle agende di Natale. Questo ha fatto risparmiare 4 milioni e 200mila euro sul funzionamento del consiglio. E' un piccolo segnale che abbiamo cercato di dare.

Ora i magistrati indagano sulla sinistra...
In qualità di presidente uscente dico solo una cosa: c'è una normativa di 40 anni fa. E' stata modificata varie volte. I consiglieri attuali hanno rispettato questa normativa. Alcuni non l'hanno fatto fino in fondo, altri sì. La magistratura giustamente fa i controlli. Però sono già certo che molti consiglieri sia di maggioranza che di opposizione riusciranno, normativa alla mano, che le spese fatte erano nell'esercizio del proprio mandato. Chi invece ha sbagliato - e ce ne sono - ne risponderà in base alle indagini. Per quanto riguarda la Lega, c'è stata una commissione interna che ha valutato le varie posizioni. Chi ha palesemente sbagliato, non è stato ricandidato.

Prima che venissero varate le liste, in un'intervista Stefano Galli, indagato per aver pagato il banchetto nuziale della figlia con i soldi pubblici, diceva che in Lega "non ci sono indagati di serie A e di serie B". E che quindi non doveva essere ricandidato nessuno degli uscenti. Che cosa ne pensa, lei che è un uscente ricandidato?
Ha deciso la segreteria politica e non mi permetto di sindacare. Io penso che chi ha deciso di candidare alcuni e non altri lo abbia fatto in totale serenità. Io so che alcuni hanno fatto un passo indietro, altri sono stati bocciati dai territori. Sono questioni slegati dalle indagini. Tutti i consiglieri della Lega hanno sempre lavorato bene. Poi se qualcuno ha sbagliato, di quello ognuno ne risponde personalmente.

Hanno fatto male alla Lega Nord l'acquisto di cartucce con fondi pubblici, o il pranzo nuziale?
Queste cose danno fastidio ai cittadini e ai militanti della Lega.

Le dispiace essere stato presidente di questo periodo di scandali?
Assolutamente sì. Anche se qualcosa di bello lo abbiamo fatto. Abbiamo fatto sbarcare il consiglio sul web, su Twitter, su Youtube. Avrei voluto fare molto di più, ma abbiamo lavorato. Chiudiamo questa legislatura iniziata male e finita peggio, ma senza buttare tutto quanto fatto di buono.

@FabioAMassa

Tags:
cecchetti lega nord






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