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Milano

 

 

di Marco Bestetti,
Coord. Giovane Italia Milano

 

Dopo lo scioglimento del Comune di Sedriano, la Giovane Italia auspica che il Coordinatore Regionale Mario Mantovani tuteli l’immagine del partito, delle migliaia di amministratori onesti e la genuina passione dei tanti ragazzi che da anni militano in Forza Italia.

Lo scioglimento del Comune di Sedriano per infiltrazioni della criminalità organizzata, primo caso in Lombardia, rappresenta un fatto grave che scuote le coscienze di ognuno di noi, eletti e militanti, impegnati in politica per il bene comune – dichiara Marco Bestetti, Coordinatore della Giovane Italia di Milano.

Come affermato con forza da Angelino Alfano in occasione della sua elezione a Segretario politico del partito – aggiunge Bestetti – di perseguitati dal punto di vista giudiziario conosciamo solo il Presidente Berlusconi e pochissimi altri. Non possiamo confondere la nostra sacrosanta indole garantista con la passiva accettazione di condotte illecite di chi adempie alle sue funzioni pubbliche con eccessiva disinvoltura.

A una settimana esatta dalla notizia, pur avendo preferito che i diretti interessati avessero tolto il partito da qualsiasi imbarazzo legato a una loro ulteriore permanenza in Forza Italia, auspichiamo che il Coordinatore Regionale Mario Mantovani intraprenda tutte le azioni che riterrà più efficaci per tutelare l’immagine del partito e l’onorabilità delle migliaia di amministratori onesti ed integerrimi che da anni militano in Forza Italia.

Un anno fa la Giovane Italia aveva presentato a Milano un decalogo di regole che andavano in questa direzione. Ora chiediamo che queste vengano applicate, per ripagare con limpida trasparenza la genuina passione che anima i tanti ragazzi che ho l’onore di coordinare. Il buongoverno dei nostri eletti e lo straordinario impegno dei nostri militanti - conclude Bestetti – non possono essere offuscati dagli errori dei pochi.

 

di Fabio Massa

 

 

LA RISPOSTA DEL COORDINATORE MANTOVANI

 

"La passione e l'entusiasmo dei giovani, quando rivolti al bene comune, rappresentano una grande ricchezza per tutte le realtà sociali, culturali, economiche e politiche in quanto esprimono quella voglia di cambiare ed innovare indispensabile per migliorare le nostre comunità. E' per questo che ringrazio il coordinatore cittadino del Popolo della Libertà - Forza Italia di Milano per la limpidezza della sue dichiarazioni a difesa dei tanti amministratori onesti e capaci del Movimento, condividendone l'amarezza e le preoccupazioni a seguito dello scioglimento del Comune di Sedriano su proposta del nostro Ministro Alfano. Forza Italia è da sempre garantista e ben sappiamo come il Presidente Berlusconi stia pagando, sia a livello umano che politico, un prezzo altissimo per l'uso distorto di certa giustizia. Tuttavia non possiamo tollerare chi, utilizzando la nostra bandiera, si è avvicinato alla politica per scopi o interessi non sempre limpidi. Per questo, da quando sono stato nominato Coordinatore regionale, unitamente al Collegio dei Probiviri, si è provveduto a sospendere 15 iscritti e ad espellerne 37 e intendo promuovere verifiche ed approfondimenti anche di fronte al gravissimo episodio di Sedriano. Sarà in particolare mia premura, ancora una volta insieme al Collegio dei Probiviri, raccogliere l'appello dei nostri giovani, allontanando chi infanga il buon nome del Movimento e valutando anche l'origine di certe candidature. Intendiamo così difendere e tutelare i tanti bravi ed onesti amministratori del Popolo della Libertà - Forza Italia che ben governano i nostri paesi". Così dichiara Mario Mantovani, coordinatore regionale del Popolo della Libertà - Forza Italia.

Chiede di essere intervistato perché vuole raccontare la sua verità, Alfredo Celeste. "Stimolato" dall'intervento di Marco Bestetti, coordinatore dei giovani del Pdl, che ne ha chiesto l'espulsione dal partito, e dalla risposta del coordinatore regionale Mario Mantovani ("allontaneremo chi ci infanga"), il sindaco decide di parlare con Affaritaliani.it e di dire la sua in qualità di amministratore del primo comune sciolto per mafia in Lombardia: "Mantovani è in errore, ho sempre perseguito il bene comune. Bestetti? Lo invito a rimanere garantista. Colucci? Era il mio riferimento politico, ma ho troncato i rapporti per non metterlo in imbarazzo. Se provo vergogna? Provo vergogna per il nostro sistema giudiziario che si è accasciato sulla condanna preventiva. Le dimissioni non bonificano eventuali infiltrazioni mafiose. Io combatto contro la giustizia violata e do una speranza a tutti gli oppressi". Poi annuncia: "Faremo ricorso". L'INTERVISTA DI AFFARI

Sindaco del primo comune sciolto per mafia in Lombardia, ora Bestetti e Mantovani chiedono la sua espulsione.
Per quanto riguarda Mantovani è ancora una volta in errore perché io sono in politica da più di 25 anni e ho sempre perseguito il bene comune. Sono stato sottoposto al giudizio dei probiviri e sto aspettando il loro responso, disciplinatamente. Poi eventualmente farò ricorso. Ma non credo che per la sua autonomia il collegio abbia bisogno di sollecitazioni da parte di Mantovani.

Anche i giovani del Pdl, con Bestetti, chiedono le sue dimissioni.
Per quanto riguarda Marco Bestetti dico che apprezzo molto il suo intervento: è segno dell'idealità del nostro movimento. Apprezzo questa idealità in quanto vicecoordinatore provinciale del Pdl fino a poco tempo fa. Ma dico a Bestetti anche di non farsi trasportare dal giustizialismo di sinistra ma di farsi guidare dal garantismo che ci appartiene.

Ma se hanno sciolto il suo comune per mafia!
Voglio precisare che io ancora non sono stato rinviato a giudizio per un'accusa di corruzione. Lo scioglimento del consiglio comunale di Sedriano si basa su una relazione unilaterale, senza  contraddittorio, di cui non abbiamo ancora conoscenza e che ancora non individua gli amministratori collusi. Devo ancora avere un processo. A Marco dico di usare la sua testa e di essere autonomo nei suoi giudizi.

Chi era il suo riferimento politico a livello regionale?
Colucci era il mio riferimento politico un tempo, non oggi. E' una brava persona ma ho troncato i rapporti per non metterlo in imbarazzo. Come me ci sono moltissimi altri amministratori che fanno riferimento a lui. Lui non c'entra niente.

Hanno sciolto il suo comune per mafia. Non prova vergogna?
Vergogna, vergogna... Lei usa una parola molto dura. Io invece provo vergogna per il nostro sistema che purtroppo si è accasciato sulla condanna preventiva. L'accusa giudiziaria fa nascere la commissione perché non mi sono dimesso. I miei consiglieri, nonostante abbiano subito pressioni e violenze, sono rimasti al loro posto. Non credevano e non credono assolutamente alle cose che mi imputano. Oggi abbiamo lo scioglimento ma è un'ipocrisia che si pensi che con le dimissioni cessi la commistione, se questa esiste.

Che cosa vuol dire?
Io mi chiedo: se c'è un inquinamento mafioso le dimissioni dei consiglieri lo sanificano? Il problema è che qui non si è mai verificato nessun episodio di mafia. In altri paesi dove è conclamato il fenomeno, con momenti di malavita organizzata, non è mai stata insediata una commissione. Da noi sì. Perché?

Lei si sente come Berlusconi, un perseguitato?
Questa è una panzana di chi vuole farmi apparire un politicante di provincia. Io combatto contro il principio di giustizia violato, e do una speranza a tutti coloro che subiscono un'ingiustizia. Appena apparirà la relazione della commissione che ha sancito lo scioglimento, faremo ricorso, sull'esempio di Bordighera.

Politicamente resta il punto: l'hanno scaricata tutti.
Mi riferisco al buon Dio. In questo momento mi sostiene la mia cittadinanza che mi incoraggia. E poi - ripeto - c'è il buon Dio.

@FabioAMassa

Tags:
celeste sindaco sedriano







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