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Milano

"In Lombardia e a Milano mentre il commercio e le imprese conoscono una crisi senza precedenti, i centri massaggi cinesi e orientali nascono come funghi e si moltiplicano. Quello che generalmente vi accade all'interno è noto a tutti. Ma non vogliamo esprimere giudizi di tipo morale, non è il nostro compito. Semplicemente crediamo che in un Paese dove si fanno le pulci ai commercianti su tutto (scontrini, licenze...) e dove le imprese vengono passate ai raggi x, non ci debbano essere zone franche dove tutto è consentito. L'introduzione di regole in quest'ambito è indispensabile per contrastare il degrado dei quartieri che vedono una concentrazione di centri massaggi e rischiano di essere connotati in virtù di questa presenza eccessiva. I centri massaggi non sono qualificabili quali centri estetici. L'attività dei questi centri al momento non è oggetto di alcuna disciplina specifica. Nella legge regionale n.3 del 2012 il legislatore lombardo aveva cercato di affrontare il problema ampliando il novero delle attività di estetista e facendovi rientrare i cosiddetti massaggi rilassanti. Ma la Corte Costituzionale nel 2013 ha sancito l'illegittimità di questo provvedimento, perchá solo il legislatore statale può individuare nuove professioni (art. 117 della Costituzione). Qualcuno però deve intervenire per mettere dei paletti. Noi abbiamo proposto di introdurre tre nuovi commi alla legge del 2012 che vanno nella direzione di una maggiore trasparenza. La prima novità riguarda l'obbligo di esibire all'interno del luogo di esercizio l'elenco del personale operante con l'indicazione della qualifica professionale o dei titoli abilitativi o della formazione acquisita. Questo tutela anche la salute e la sicurezza dei clienti. Il secondo comma è relativo all'allestimento delle vetrine che dovrà consentire la visibilità del locale d'ingresso nel caso in cui si affacci sulla pubblica via. Il terzo comma riguarda le multe: la violazione di queste disposizioni comporterà l'applicazione di una sanzione amministrativa da 100 e 5.000 euro. E nel caso di reiterazione della violazione il Comune potrà adottare provvedimenti di sospensione dell'attività." Coså Riccardo De Corato, Capo-gruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale, nel corso della conferenza stampa tenuta a Palazzo Pirelli per presentare il progetto di legge sui centri massaggi di iniziativa sua e del Consigliere di Fdi Francesco Dotti.

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centri massaggi







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