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Milano
clementina colombo 500

Lo ha scritto a tutte le donne milanesi in una lettera spedita in questi giorni: “Sono convinta che le donne possano affermarsi in ogni campo senza necessità di quote riservate e tutele particolari e dico basta a tutte quelle strutture burocratiche dedicate alle pari opportunità: umiliano le donne considerandole ‘minori da proteggere’ e sono spesso motivo di spreco di danaro pubblico”. Autrice dello sparo politicamente scorretto è una donna, Clementina Colombo, candidata nella provincia di Milano nella lista ‘Lombardia Civica’, quella di Gabriele Albertini.

Come, tutti invocano la parità tra uomo e donna e Lei, una donna, parla di spreco di danaro pubblico?
Una cosa alla volta. Innanzitutto le donne dovrebbero esser stanche di sentirsi oggetto di attenzione elettorale da parte di partiti che offrono loro “pari opportunità”. Vorrei partiti che presentassero donne candidate a Ministro dell’Economia e, in Regione, ad Assessore al Bilancio. Io non voglio essere messa sotto tutela, desidero semplicemente che si possano far valere i nostri meriti, dando prova di capacità, competenza, dedizione

Il Movimento 5 stelle, però, ha candidato una donna a presidente...
Bene, ma lo ha fatto nella certezza che non vincerà. Li vedremo alla prova in futuro, se ne avranno. Ma non è questo l’importante.

E cosa sarebbe importante?
Le donne in Lombardia rappresentano il 51% della popolazione, il 70% dei diplomati e il 55% dei laureati. Molte più donne negli ultimi dieci anni hanno cercato un lavoro, molte più donne hanno trovato un lavoro: il tasso di attività femminile è passato dal 38,3% del 1993 al 55,5% del 2012. E tutto questo è successo grazie alle capacità delle persone, non alle strutture burocratiche destinate alle “pari opportunità”. Sfido chiunque a presentarmi un caso di successo frutto delle “pari opportunità” regionali.

Lei sembra parlare per partito preso...
Tutt’altro. Nella mia esperienza professionale ho avuto modo di lavorare per diversi anni a contatto con l’Ufficio Pari Opportunità del Comune di Milano e sono stata membro della Commissione Pari Opportunità della Regione Lombardia. E mi sono resa conto di una cosa molto semplice: che si tratta di occasioni per dare a qualcuno - persone molto perbene  per carità - incarichi più o meno retribuiti destinati a non produrre nulla. Insomma si tratta di una delle tante “invenzioni” della casta politico-burocratica per alimentare se stessa.

Non mi sembra il primo dei problemi....
Il taglio dei costi della politica non può trascurare le cose meno evidenti e meno conosciute. Probabilmente non si sa che nello Statuto della Regione Lombardia è stato inserito un organo politico-burocratico chiamato Consiglio delle Pari Opportunità che sarà nominato dai partiti, dove metteranno loro rappresentanti, i quali riceveranno una indennità o un gettone di presenza. Per fare cosa? E poi credo che su questo tema aleggi un tabù multipartisan, e qualcuno dovrà romperlo. Lo farà una donna grazie al voto delle donne della sua città?

Tags:
colombo lombardia civica







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