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Milano

"Scriviamogli: Presidente Prodi, io ti chiedo scusa e ti chiedo di restare". Questo l'appello lanciato dal Comitato Milano per Matteo Renzi e diventato una raccolta firme online consultabile all'indirizzo: www.change.org/it/petizioni/romano-prodi-presidente-prodi-noi-ti-chiediamo-scusa-2. È passato un mese dall'elezione del Presidente della Repubblica e dalla decisione di oltre 100 parlamentari del PD di voltargli le spalle. Da allora nessuno si è sentito in dovere di scusarsi. Lo fanno ora i renziani milanesi chiedendo a tutti i cittadini di condividere questo gesto di solidarietà nei confronti di un uomo che ha contribuito a fare la storia dei democratici e che oggi, forse anche spinto dalla delusione per il tradimento nel voto presidenziale, si starebbe allontanando per sempre dal PD.

"Un mese fa, il 18 aprile, oltre cento parlamentari del PD decisero di non votare Romano Prodi Presidente della Repubblica, nonostante lo avessero acclamato candidato migliore possibile, senza eccezioni, poche ore prima" commenta spiegando il perché di questa petizione Eugenio Comincini, sindaco di Cernusco sul Naviglio e coordinatore dei comitati di Milano per Renzi. "Non sappiamo e forse non sapremo mai quali siano state le motivazioni che portarono un quarto dei grandi elettori del PD a scrivere, invece che quello di Prodi, i nomi di Rodotà, Cancellieri e D'Alema. Probabilmente molti di loro hanno ritenuto di fare un'intelligente o furba operazione politica, di sostenere un loro interesse o di un loro gruppo di riferimento. Qualcuno avrà anche ritenuto di agire nell’interesse dello Stato. Il risultato è stata l'esultanza dei parlamentari del PDL e un danno al PD e al centrosinistra".

Nessuno o quasi di quei 100, fino ad oggi, ha pensato di rivelarsi e giustificarsi. Nessuno di loro, soprattutto, ha pensato di chiedere scusa.

"Chiedere scusa agli elettori del PD, quelli che a milioni erano andati a votare alle primarie e alla parlamentarie, sicuri di contribuire così a dar luogo a una rappresentanza nella quale potersi riconoscere con orgoglio" continua Comincini. "Chiedere scusa alle migliaia di iscritti al PD. Quelli che hanno creduto nel partito, quelli che con opera volontaria fanno vivere le sezioni in tutta Italia, quelli che avviliti se ne sono andati e a quelli che comunque sono rimasti perché la sinistra italiana tante volte ha subito sconfitte ma mai si è arresa. Ma soprattutto chiedere scusa a Romano Prodi, padre fondatore di questo PD, l'unico che sia riuscito a sconfiggere il centrodestra, l'unico italiano assunto alla carica di Presidente della Commissione Europea, l'uomo che per storia, meriti, personalità può certamente essere definito il più grande statista italiano degli ultimi vent'anni e uno dei più grandi della storia repubblicana".

"Nessuno di loro gli ha chiesto scusa" conclude Comincini. "Ora lo facciamo noi, a nome e per conto loro, per conto degli anonimi che lo hanno pubblicamente umiliato. Gli chiediamo scusa e gli chiediamo di restare con noi. Abbiamo ancora bisogno della sua presenza e della sua adesione a questo progetto che non si è mai completato e non ha mai raggiunto gli obiettivi che Prodi stesso aveva prefissato. Se il professore resterà con noi, sarà più facile per il PD e la il centrosinistra riprendersi, ancora una volta, dalla sconfitta morale, dal calo dei consensi, dal rammarico che danno i sondaggi secondo i quali il centrodestra ha recuperato tutti i suoi elettori, dimentichi degli errori e delle responsabilità di chi, governando l'Italia quasi interrottamente in questo nuovo secolo, ha la maggior responsabilità della situazione nella quale ci troviamo".

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