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Milano

Numeri impietosi quelli della crisi nel settore dell'edilizia, un tempo fra i settori trainanti dell'economia del comasco. Allarmante il confronto fra dicembre 2007 e dicembre 2012 per quanto riguarda il numero di imprese iscritte alla Cassa Edile: da 1.708 a 1.191. Negli ultimi cinque anni, ovvero dallo scoppio della crisi, nella sola provincia di Como sono stati persi oltre 2mila posti di lavoro. Gli addetti infatti sono scesi da 7.200 a circa cinquemila con un calo del 30%.

Se dal 'Borsino immobiliare' di Confcommercio emerge come il 62% dei 102 immobiliaristi della provincia di Como segnali un calo delle vendite di case nel 2012 con un allungamento dei tempi di trattativa e un ribasso medio dei prezzi del 13%, altrettanto chiaramente emerge dai dati della Cassa Edile di Como e Lecco una fotografia per nulla incoraggiante: nel 2012 nella sola provincia comasca le ore di cassa integrazione sono aumentate del 63% rispetto al biennio 2007-2008, mentre le ore lavorate nel comparto edile sono scese da 10,8 milioni a 7,6 milioni (-29%). "Stiamo vivendo il periodo peggiore dal 1995 a oggi" dice il consigliere dell'Associazione nazionale Costruttori Edili (Ance) Davide Maspero. Per questo l'Ance chiede misure "urgenti e necessarie" come i mutui a tasso zero sperimentati in Francia o il finanziamento delle opere da parte della Cassa depositi e prestiti, come in Germania.

Tags:
como edilizia






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