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Milano

di Fabio Massa

Sarà stata una tempesta in un bicchier d'acqua? Forse. Forse tutto si esaurirà in un fuoco di fila di un paio di giorni, il tempo di vita delle notizie, brevissimo. Molto più breve di quello dei rancori personali, dei fatti che non si esauriscono in una dichiarazione di fuoco ma vanno avanti e si moltiplicano in uno stillicidio di piccole coltellate. Poi ci sono le idee. Anche queste non muoiono. Vanno avanti, anche se innestate su brutti caratteri e su brutti toni. Quindi, che cosa lascia il rimpasto di giunta nel quale Boeri è stato silurato da Pisapia? Un po' di amaro in bocca, per dirla tutta.

Sicuramente è una sconfitta per la politica di apertura di Pisapia. Giuliano l'uomo gentile. Quello che quando vince chiama lo sconfitto a collaborare. Che costruisce un progetto ampio, di rinnovamento, di apertura. Il gesto di Pisapia mette a rischio - a mio modo di vedere le cose - addirittura lo spirito e l'essenza delle Primarie. Se lo sconfitto non collabora con il vincitore, che cosa sono le Primarie se non una resa dei conti preventiva? Purtroppo anche la vicenda regionale lo conferma: Kustermann e gli altri non sono stati della partita di Ambrosoli, volente o nolente lui, volenti o nolenti loro. Questo è un fatto.

E' una sconfitta anche per Boeri, questa cacciata. Perché se un partito del quale fai parte non ti difende, forse sono una manica di imbecilli loro, ma forse qualche errore lo hai fatto anche tu, per dirla un po' volgare. E' una sconfitta per le idee di Stefano Boeri, che sono state riconosciute come valide e buone e affascinanti da migliaia di milanesi. E poi, replicando il discorso di cui sopra, questa vicenda uccide lo spirito delle primarie, perché se lo sconfitto non sa collaborare con il vincitore, dove andremo a finire?

Infine, è una sconfitta anche per il Pd, questo rimpasto. Sulla carta guadagna, perché da quattro assessori "veri" (la Guida non era del Pd, de facto) ne avrà cinque veri e un sesto iscritto (il Del Corno successore di Boeri). Ma dimostra tutta la propria debolezza nei confronti di un sindaco che ha fatto la sua scelta, ha dato le sue carte e ha vinto, con tutte le prerogative del banco. Ora i democratici faranno quello che viene loro meglio: raccontare tante realtà, ognuna valida e ognuna vera. L'attacco di Pisapia ai renziani. L'attacco delle correnti al segretario. La debolezza del segretario (anzi, dei segretari). L'errore del sindaco nella nomina della prima giunta, visto che questo rimpasto modifica pesantemente l'assetto. Tutto vero, tutto giusto. Peccato che con le realtà parziali non si costruisce un futuro nel quale questi pasticci non accadono. E magari si vincono davvero le elezioni (e non: si vince una città all'interno di una sconfitta regionale).

@FabioAMassa

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