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Milano
roberto cornelli

di Fabio Massa

Roberto Cornelli, segretario metropolitano, in un'intervista ad Affaritaliani.it commenta la difficile situazione dei democratici dopo il fallimento dell'assalto al Pirellone, che sta mettendo in discussione anche i vertici del partito. "Queste elezioni regionali sono andate al di sotto delle aspettative. Si stava giocando, dopo tutto quello che era successo in questi anni, per vincere e per avere un governo diverso in Lombardia. Più che chiedere subito le dimissioni, bisogna convocare subito una direzione regionale e iniziare a discutere bene di quali sono stati i problemi di una campagna elettorale che non ha bucato fino in fondo". E ancora: "Il problema è che fuori da Milano e Mantova il Patto Civico non ha sfondato. Rinnovamento? Il congresso è stato anticipato in autunno. Non so se verrà anticipato ulteriormente. Immagino che entro l'anno ci sarà il rinnovo di tutti i vertici". E infine, sui pretendenti: "Sono contento del fatto che nuovi consiglieri del Pd aprano questa discussione con i toni e i modi giusti, ovvero con l'idea di servizio, e di unità del partito"...

Segretario Cornelli, come commenta l'esito delle elezioni regionali?
Queste elezioni regionali sono andate al di sotto delle aspettative. Si stava giocando, dopo tutto quello che era successo in questi anni, per vincere e per avere un governo diverso in Lombardia. Diciamo che c'è stato un trend molto positivo, ma il sistema non è crollato.

A questo punto sotto i riflettori sono finiti gli organi dirigenti. Oggi Martina dice che non esclude di dimettersi. Secondo lei si dovrebbe dimettere?
Più che chiedere subito le dimissioni, bisogna convocare subito una direzione regionale e iniziare a discutere bene di quali sono stati i problemi di una campagna elettorale che non ha bucato fino in fondo. Però una cosa la vorrei dire: non è che quando si vincono le elezioni le ha vinte qualcuno, e quando le si perdono le ha perse il Pd. Vorrei che in questa discussione ampia ci fosse tutto il Patto Civico. Tutti insieme devono discutere uscendo dagli steccati. Ragioniamo tutti insieme di quello che è successo. Del crollo vertiginoso della sinistra in Regione Lombardia, del fatto che il civismo ha fatto una parte ma non abbastanza.

Sono in discussione i vertici, segretario metropolitano compreso?
Su di me non c'è nessuna richiesta, anche perché - come ha scritto Affari spesso - oltre a non esserci le motivazioni, tra qualche mese ci sarà il congresso. Si aprirà comunque una nuova fase. Detto questo, sul banco degli imputati bisogna sempre starci quando si perde. Vedo che Martina ha già detto che non si sottrae a un confronto. Ma io concordo con lui sul fatto che bisogna aprire una discussione anche sui passi avanti che si sono fatti. Non ci si può limitare alla sconfitta nuda e cruda. Ma mi faccia dire un'altra cosa...

Prego.
Ci sono state le primarie lombarde, c'è stata una campagna elettorale con un protagonismo molto attivo da parte di moltissime persone fuori dai partiti strettamente intesi. Ora ci dobbiamo rendere conto di un risultato preoccupante: il crollo dei partiti e delle formazioni politiche alla sinistra del Pd. Quei quattro punti e mezzo di distanza da Maroni sono anche il frutto di un problema che si è creato da quelle parti là.

Poi c'è la questione elettorale.
Esatto. C'è il problema di sfondare al di fuori dela provincia di Milano. Noi qui abbiamo vinto. Non voglio essere né assolutorio nei confronti del Pd di Milano né accusatorio del Pd regionale. Anche parlare solo di un candidato milanocentrico è forse un discorso troppo semplicistico. La realtà è che il Patto Civico, fuori da Mantova e da Milano, non ha sfondato.

Quando si andrà al rinnovo dei vertici del Pd?
Il congresso è stato anticipato in autunno. Non so se verrà anticipato ulteriormente. Immagino che entro l'anno ci sarà il rinnovo di tutti i vertici. Mi faccia precisare una cosa: tutti sanno che io svolgo questo incarico con grande spirito di servizio e senza cercare trampolini di lancio. Altrimenti mi sarei candidato in Parlamento o in Regione.

Pensa di ricandidarsi al prossimo congresso?
Vedremo le condizioni. A me interessa che ci sia un progetto che guardi più in grande. Proprio il patto civico deve trovare un'evoluzione.

Pare si scaldino pretendenti per il suo ruolo. E' un brutto segnale o un buon segnale?
Mi sembra un segnale naturale. Penso che si sia chiusa una fase politica con le Regionali. L'avevo detto qualche mese fa e lo ribadisco oggi. E' stata una fase che ha visto una grande affermazione del centrosinistra nel 2011 e nel 2012. Ora c'è stata una forte battuta d'arresto che ha connessioni con il livello nazionale. Chi deve avere ruolo lo decideremo insieme. Sono contento del fatto che nuovi consiglieri del Pd aprano questa discussione con i toni e i modi giusti, ovvero con l'idea di servizio, e di unità del partito. Con l'idea di apertura nei confronti del civismo.

Chiudiamo con il livello nazionale. Che cosa ne pensa di quanto sta facendo Bersani?
Bersani sta prendendo la strada giusta. In questo momento un governissimo con il Pdl non sarebbe comprensibile perché non ci sono punti di contatto politico e programatico. Sarebbe percepito anche dalla nostra gente come qualcosa che farebbe fare molti passi indietro. Mi sembra invece che Bersani abbia preso la strada giusta. Con il M5S punti chiari, dialogo su anti corruzione, moralità, sostengo al reddito e liberalizzazioni. Si può dare una grande svolta a questo Paese. E' un tentativo che va fatto fino in fondo.

@FabioAMassa

Tags:
cornelli pd affari







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