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Milano
pisapia corritore

di Fabio Massa

Le telefonate di Giuliano Pisapia. La riunione con gli europarlamentari (ma non solo, perché c'erano altri esponenti nazionali). La nomina a sorpresa (ma neanche troppo) di Maurizio Martina come sottosegretario all'Expo. La mancanza di un esponente della sinistra milanese nel governo Letta. Il Partito Democratico esplode su queste contraddizioni. Affaritaliani.it ha aperto il dibattito, con l'intervista ad Emanuele Fiano, sull'opportunità che Martina resti segretario lombardo. Il Giornale rivela poi, in una sorta di spy-story, le tre telefonate del primo cittadino, frustrate dall'esito infausto per Davide Corritore. Nella nomenklatura lombarda ci si interroga su che cosa stia lasciando questa vicenda.

maurizio martina

Primo. L'interpretazione che si dà riguarda il "peso specifico" di Giuliano Pisapia e del Pd milanese. Decisamente messo in discussione, visto come è andata. Secondo. Il Pdl incassa tutte le posizioni chiave: il ticket Lupi-Mantovani-Maroni controlla saldamente lo snodo infrastrutturale, e con questo la vera polpa di Expo. Roberto Formigoni, uscito dalla porta del Pirellone una volta per tutte, rientra dalla finestra di presidente della commissione agricoltura, guarda caso lo stesso ministero dove è collocata la delega di Expo. Terzo. Maurizio Martina si getta in un'avventura della durata - prevedibile e ottimistica  - di due anni, bruciando però in questo modo il ruolo da segretario lombardo (seppur in scadenza) e uno scranno sicuro per cinque anni nel consiglio regionale. Quarto. Davide Corritore rimane in Comune. Quinto. Pd (con Martina) e Pdl (con Lupi) si siedono al tavolo politico su Expo. Ma il Comune di Milano non c'è.

Lui, il diretto interessato, contattato da Affaritaliani.it, non rilascia commente e se la cava con una battuta: "Ho sorriso nel leggere la ricostruzione sulla vicenda del sottosegretario all'Expo, nella quale viene fatto il mio nome, perché fin da bambino mi divertono le trame invisibili". Trame o non trame, quel che è certo è che il cerino adesso resta a Milano, dove il Partito non è riuscito a imporsi nella Capitale. E dove ci si avvia, a passi sempre più svelti, verso la resa dei conti.

@FabioAMassa

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corritore martina







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