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Milano

 

Pietro Accame, consigliere provinciale di Milano del Pdl, lancia un appello in un'intervista ad Affaritaliani.it che riguarda l'ippodromo di Milano: "Con la chiusura della struttura, cinquemila cavalli stanno per andare al macello. Dobbiamo intervenire. E dobbiamo fare in modo che non si verifichi una speculazione edilizia. Il Comune batta un colpo e vincoli l'area"

DE CESARIS: "NESSUNA SPECULAZIONE POSSIBILE SUL TROTTO: IL PGT DESTINA L'AREA A VERDE E SPORT"

Sul dibattito riguardante il futuro dell’ippodromo, aperto da Pietro Accame del PDL, interviene anche Lorenzo Zacchetti, Presidente della Commissione Sport, Benessere e Tempo Libero della Zona 7.
“Di quanto detto dall’ex Presidente della nostra circoscrizione – afferma l’esponente del PD – condivido soprattutto la preoccupazione per i cavalli che rischiano di finire al macello. E’ assurdo che alla chiusura dell’ippodromo debba corrispondere una mattanza di questo tipo. Non lo dico solo perché ho la delega alle politiche per gli animali, ma perché è una scelta davvero assurda. Mia figlia ha festeggiato il suo secondo compleanno proprio sui cavalli di San Siro, che possono essere usati in tanti altri modi, oppure semplicemente spostati in un altro ippodromo”.

 

Sull’analisi della crisi, però, le considerazioni divergono: “L’allarme mi sembra tardivo. Il destino dell’ippodromo era segnato da tempo, tant’è che già durante la passata consigliatura il centrosinistra ha segnalato il pericolo di speculazioni edilizie, battendosi per la tutela del patrimonio storico e architettonico del quartiere. Il PGT della Giunta-Pisapia è perfettamente coerente con questo intendimento, tant’è che ha corretto gli intendimenti precedenti destinando l’area a verde e servizi”.

Rispetto alla speranza di rilanciare l’ippica abbinandola ad un’area-servizi gestita dal Milan, Zacchetti sostiene: “Un piano di questo genere sarebbe tutto da valutare. Ciò che certamente funzionerebbe è un’area destinata alle attività collaterali dello stadio, attiva sette giorni su sette e con  servizi (sportivi e non) che possano migliorare concretamente la qualità della vita dei residenti nel quartiere”.
Secondo Zacchetti, il tema prioritario sono i parcheggi e la viabilità della zona circostante San Siro: “In quasi un secolo, il quartiere intorno allo stadio si è sviluppato enormemente ed oggi è una zona ad alta intensità di traffico. Ciò comporta che, in occasione degli eventi, i residenti debbano subire disagi molto evidenti, per via dell’afflusso di 80.000 macchine. Il problema è esasperato dalla presenza del cantiere della M5, sul quale abbiamo già fatto diversi interventi, anche insieme all’assessore Maran. In chiave futura, dovremo risolvere anche il problema del parcheggio di corrispondenza, visto che nel progetto della M5 la fermata di Harar è un capolinea. Il nostro obiettivo, però, dovrebbe essere quello di ridurre l’afflusso di macchine nel quartiere, non di aumentarlo”.

Il futuro di San Siro dovrebbe essere la no-traffic zone? “Personalmente credo di sì, ma prima di impedire l’accesso delle auto private – almeno nei giorni delle partite -  dobbiamo avere in funzione un numero adeguato di mezzi pubblici, altrimenti si fa solo della demagogia. Visto che ogni crisi è anche un’opportunità, spero che la chiusura dell’ippodromo ci spinga a ridisegnare la zona intorno allo stadio e l’intero quartiere. Abbiamo l’occasione di creare una cittadella dello sport, collegandola anche mediante piste ciclabili ai parchi che sono nelle immediate vicinanze. Ben venga la collaborazione tra le istituzioni, se consente di fare piani di ampio respiro”. 

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