A- A+
Milano
Edoardo Croci

Edoardo Croci, ex assessore alla mobilità, trasporti e ambiente nella giunta Moratti, docente all’Università Bocconi, presidente di Milanosimuove, comitato promotore dei referendum per l’ambiente e la qualità della vita a Milano, è  candidato nella lista “Movimento Lombardia Civica – Albertini presidente” alle prossime elezioni regionali del 24-25 febbraio, nella circoscrizione di Milano e provincia 

Ad Affaritaliani.it presenta la sua visione per l’ambiente e la green economy quali fattori di miglioramento della qualità della vita e allo stesso tempo di rilancio della competitività e di creazione di opportunità di lavoro in Lombardia. Tra gli strumenti da rafforzare: il piano di risanamento dell’aria, i piani regionali per la generazione di energia pulita, per l’efficienza energetica e per le riduzioni delle emissioni di gas serra, gli investimenti per la navigabilità del sistema dei Navigli, i criteri per la definizione dei piani di governo del territorio comunali, la definizione dell’eredità dell’Expo.

Edoardo Croci, l’ambiente per lei è una priorità…
Il 51,2% delle famiglie lombarde dichiara la presenza di problemi relativi all’inquinamento dell’aria secondo i dati Istat 2012, il dato più alto in Italia, dove la media nazionale è del 38%.  I milanesi e i lombardi dimostrano piena consapevolezza della rilevanza dell’ambiente per la salute e la qualità della vita. A Milano, da assessore alla Mobilità e all’Ambiente nella precedente amministrazione, ho avviato un percorso di trasformazione urbana sostenibile, con l’estensione della rete metropolitana – di cui pochi giorni fa si è visto un importante risultato con l’apertura della metro 5 -, l’introduzione del road pricing urbano, nuovi servizi per la mobilità sostenibile come il bike-sharing, che hanno segnato una svolta. Grazie anche ai referendum promossi da Milanosimuove, il comitato promotore dei referendum per l’ambiente e la qualità della vita di cui sono presidente, approvati a larga maggioranza, questa agenda ambientale va avanti.

Che cosa può fare la Regione in questo ambito?
La Regione deve esercitare una regia complessiva, attraverso leggi e piani, per garantire qualità ambientale e sviluppo economico. Proprio con riferimento ai temi individuati dai referendum milanesi le competenze regionali sono primarie, ad esempio per il piano di risanamento dell’aria, i piani regionali per la generazione di energia pulita, per l’efficienza energetica e per le riduzioni delle emissioni di gas serra, gli investimenti per la navigabilità del sistema dei Navigli, i criteri per la definizione dei piani di governo del territorio comunali, la definizione dell’eredità dell’Expo, la tutela e gestione dei parchi. La mia candidatura ha la finalità di portare avanti in Regione la stessa visione che ha caratterizzato il mio lavoro a Milano e che ha portato innovazioni e risultati concreti.

Parliamo di EXPO…
L’EXPO è una grande opportunità per Milano. Le ricadute già ci sono. E’ grazie ad EXPO che siamo riusciti ad ottenere il miliardo di euro di fondi statali necessari per realizzare due nuove linee metropolitane. Ma EXPO non può ridursi ad una grande fiera. Quello che conta di più nei grandi eventi, come l’EXPO e le Olimpiadi, è l’eredità. Trovo che sia una grave lacuna che non sia stato ancora definito che cosa sarà realizzato nell’area dopo la manifestazione. A Londra la riqualificazione dell’area dove si sono svolte le Olimpiadi è stata concepita sin dall’origine. Ci deve essere la garanzia che dopo l’EXPO resti un grande parco, facilmente accessibile e fruibile, e funzioni pubbliche legate alla ricerca e all’innovazione in materia di sostenibilità.

Ma con la crisi economica dove si trovano le risorse per investire anche sull’ambiente?
La Lombardia deve diventare capitale della green economy. L’ambiente può essere la leva su cui fondare il rilancio economico di molti settori oggi in difficoltà e la creazione di opportunità di lavoro. Questo vale ad esempio per l’edilizia, con nuove costruzioni e ristrutturazioni caratterizzati da standard elevati di efficienza energetica, per i trasporti, con nuovi servizi di mobilità, come il car sharing, e veicoli puliti a trazione elettrica, per i grandi interventi di rigenerazione urbana nelle aree dismesse e nei sedimi ferroviari abbandonati.

Come mai allora si parla così poco di ambiente in questa campagna elettorale?
Direi che la motivazione principale è quella dello scollamento tra i cittadini e la classe politica. I temi ambientali per essere affrontati in modo non ideologico richiedono competenza. Gran parte di chi fa politica in realtà è privo di competenza tecnica. Si finisce per affrontare i temi ambientali in modo ideologico, per poi fermarsi a degli slogan senza entrare nel merito. In Italia il partito dei Verdi è di fatto scomparso, e non è presente alle elezioni, proprio perché ha trattato questi temi con una logica di parte, al contrario di quello che hanno fatto gli ambientalisti nel resto dell’Europa, dove il tema non è né di sinistra né di destra. Sono pochissimi i candidati, a livello nazionale e regionale, che hanno un’esperienza di tipo professionale e tecnica in materia ambientale, e questo sarà motivo di preoccupazione nel momento in cui si dovranno attuare le necessarie politiche ambientali.

Quali sono le priorità per la Lombardia?
Ci sono due grandi temi che ci richiedono di ripensare i nostri ambienti e stili di vita e di lavoro in una logica diversa, più sostenibile. Affrontare questi due temi richiede di coinvolgere anche i sistemi della mobilità, dell’abitare, dell’energia, del verde, dell’uso dello spazio pubblico. Il primo è un problema globale, quello del clima: ciascuno di noi, e quindi anche i governi locali e quello nazionale, deve dare un contributo alla risoluzione del problema del cambiamento climatico. E’ una sfida che al di sopra delle forze di ciascun governo locale, ma ognuno deve fare la propria parte, anche perché i danni si subiscono proprio a livello locale: pensiamo alle piogge intense, alla siccità, ai problemi idrogeologici in generale e agli impatti che hanno sulle attività economiche e sociali. Il secondo tema è  quello della qualità della vita in ambito urbano. Ormai dovremmo aver capito tutti che l'eccesso di dipendenza dall’auto porta a sacrificare il territorio. Ridurre questa dipendenza, mettendo a disposizione sistemi di trasporto pubblico comodi e rapidi, a partire dall’integrazione della rete metropolitana milanese con quella ferroviaria regionale, significa recuperare spazi pubblici da vivere: aree pedonali, verde, attività culturali. Dobbiamo riappropriarci di questi spazi.

Tags:
croci regione lombardia







A2A
A2A
i blog di affari
Le radici dell’Architettura
di Mariangela Turchiarulo
Green pass, il futuro del nuovo biocapitalismo della sorveglianza
L'OPINIONE di Diego Fusaro
Obbligo Green pass decisione liberale
L'OPINIONE di Ernesto Vergani


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.