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Milano
IL COMMENTO/ Cronaca di due mancate candidature.

di Daniela Pistillo
Responsabile Immigrazione PD Milano

Mali è di origine albanese, ha 21 anni ed è in Italia da quando ne aveva sei. Ha fatto tutte le scuole qua e adesso è iscritto a Scienze della Ristorazione presso l’Università Statale di Milano. Nel tempo libero collabora con l’Associazione Villa Amantea dove fa volontariato insegnando l’italiano ai richiedenti asilo ospitati dall’associazione. Quest’anno a Trezzano sul Naviglio, il Comune dove vive, ci sono le elezioni amministrative: il candidato sindaco del centrosinistra Fabio Bottero gli aveva proposto di candidarsi come consigliere comunale salvo poi realizzare che gli mancava un requisito fondamentale: la cittadinanza italiana. Mali ha fatto richiesta di cittadinanza  da oltre un anno, ma non ha ancora ottenuto risposta.
Raja invece è di origini pakistane, ha 33 anni ed è in Italia da quando ne aveva 21. Lavora come operatore in un’azienda della zona e nel tempo libero fa il volontario per il 118 e per la Protezione Civile di Cesano Boscone, il comune in cui vive. Come Mali, ha fatto domanda di cittadinanza quasi due anni fa con stesso identico risultato: ad oggi, nessuna risposta. Anche a Raja era stato proposto da Simone Negri, candidato sindaco del centrosinistra, di candidarsi come consigliere comunale a Cesano Boscone e anche lui si è dovuto arrendere: niente cittadinanza, niente candidatura.

Raja e Mali sono due storie tra le tante storie di ordinaria discriminazione: nostri concittadini che condividono con noi i problemi e le potenzialità dei nostri territori, che contribuiscono al benessere collettivo con le loro tasse e con il loro impegno civile ma ai quali viene negato il diritto di partecipare alle scelte della loro città attraverso la più alta espressione della nostra democrazia: il diritto di votare e di candidarsi.
Dice Mali “sul non potermi candidare poco male: troverò comunque il modo per dare il mio contributo, quello che però trovo veramente assurdo è non poter scegliere i miei rappresentanti nel Comune dove vivo da 15 anni”.

Come Forum Immigrazione del PD di Milano ci impegniamo da anni per far crescere la partecipazione politica e la rappresentanza dei nostri concittadini di origine straniera perché siamo profondamente convinti che sia uno degli strumenti per la costruzione di una società più inclusiva ed accogliente, ma grazie ad una legge sulla cittadinanza che definire datata è un eufemismo, al non riconoscimento del diritto di voto alle amministrative per i cittadini di origine straniera e alle lungaggini burocratiche, tutti i Mali e Raja d’Italia non potranno né candidarsi né votare per il loro sindaco. E questo è un problema non solo loro ma che ci riguarda tutti, perché rinunciare al contributo che avrebbero potuto dare eleggendo in Consiglio Comunale due persone come loro che, col loro impegno quotidiano nel volontariato e nelle associazioni già contribuiscono a rendere le nostre comunità migliori, è un danno non solo per loro ma per tutta la comunità che non ci possiamo permettere.
Direi che sia davvero giunto il momento di mettere mano a riforme, come quella sulla legge di cittadinanza ed il voto alle amministrative per i cittadini di origine straniera residenti in Italia da almeno 5 anni, che condizionano profondamente non solo la vita di 5 milioni di nostri concittadini ma anche tutte le nostre comunità.

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