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Milano

 

massimo d'avolio

di Fabio Massa

Grandi movimenti nel campo della gestione delle acque in Lombardia. Fabio Altitonante, consigliere Pdl, presenta una mozione di riordino di tutti i gestori lanciando l'allarme: "O si fa così, oppure le inefficienze le pagheranno i cittadini, in bolletta". Adesso, sul tema interviene Massimo D'Avolio, consigliere regionale del Pd, che va in un'ottica bipartisan: "Razionalizzare è giusto. Ma i territori devono continuare a poter contare nel sistema dei servizi idrici"

Consigliere D'Avolio, ha visto la mozione di Altitonante? A suo modo è rivoluzionaria...
E' vero. Devo dire che - superando il facile schematismo destra o sinistra - è una proposta ragionata. Certo, può essere migliorata.

Per esempio?
Facciamo una premessa. Noi abbiamo la necessità di fare in modo che ai cittadini non aumenti la bolletta, che non ci siano salassi. E abbiamo anche la necessità di razionalizzare il servizio. Quindi, sono totalmente d'accordo che invece della pletora di consigli di amministrazione dei "controllori", gli ATO, che oggi sono tredici, ci siano poche strutture molto funzionali. Altitonante propone che siano 8. Io direi che si dovrebbe fare, sul modello degli ATO dei rifiuti e dei trasporti, una riforma che li porti a cinque. Anche perché la questione vera è la riduzione del numero delle aziende: là i cda sono onerosi e pesano sul pubblico. Per gli Ato la questione è l'efficienza più gli emolumenti dei cda, per legge gratuiti.

Tecnicismi a parte, questo che cosa vuol dire?
Vuol dire che c'è un controllo più efficiente e meno sprechi. Ma questo non vuol dire che la Regione gestisce il servizio idrico. I territori, i Comuni che si sono pagati le reti negli anni, devono continuare ad essere depositari del servizio. In più, la gestione del servizio vicina ai cittadini è meglio per i cittadini stessi.

Il problema mi pare che sia poi il numero di aziende e aziendine che gestiscono l'acqua pubblica?
Questo è il problema più grosso. Dobbiamo incentivare un sistema di aggregazione delle aziende che ci faccia uscire dalla polverizzazione attuale. Ci sono centinaia di piccole realtà: troppe. Occorre aggregare, semplificare, fare economie di scala.

Insomma, è una riforma di ampio respiro...
Sì, però vorrei dire che una cosa la si può fare fin da subito. L'ambito territoriale omogeno dell'area metropolitana. Tradotto: perché mai Milano ha un organo che lo controlla e la Provincia ne ha un altro? Perché mai non dovremmo dare un segnale forte nell'ottica della città metropolitana? La mia proposta, da realizzare in tempi brevi, è di unificare i due ambiti territoriali. La città metropolitana deve nascere dalla condivisone dei servizi e delle reti.

@FabioAMassa

Tags:
davolio pd







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