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Milano

 

 

maurizio del tenno

di Fabio Massa

 

 

Maurizio Del Tenno, assessore alle infrastrutture di Regione Lombardia, in un'intervista ad Affaritaliani.it sceglie parole chiare per l'idea di fusione tra Trenord e Atm: "Sono tante le cose che ci dividono, ma queste non devono essere un ostacolo insormontabile. Bisogna fare un percorso lineare: se la fusione porterà problemi ai cittadini sarò il primo a tirare il freno a mano". Poi, su Pedemontana e Tem, spiega: "Le opere legate alle Provincia di Milano non sono in pericolo. Podestà chiede soldi per Pedemontana? Ha già avuto la defiscalizzazione. Sono tempi duri, ognuno deve stringere i denti e andare avanti..." L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

 

Assessore Del Tenno, il suo omologo a Palazzo Marino Pierfrancesco Maran lancia un appello: se non arrivano soldi dallo Stato, si aumentano i biglietti e comunque non ce la si fa in vista di Expo.
Non riesco a capire che cosa sia successo in questi mesi. I tagli li abbiamo avuti anche noi e ci siamo attrezzati e organizzati. Con grande difficoltà abbiamo mantenuto tutti gli accordi presi. Questa cosa la possono fare anche gli altri Enti. Quello che mi dispiace, e lo dico con senso di collaborazione, è che la Regione non può fare di più: se avessimo potuto saremmo intervenuti a favore del Comune, li avremmo aiutati. Con i tagli del nazionale la Regione ha già integrato con fondi propri per 400 milioni di euro per mantenere i servizi anche del Comune di Milano. Più di così noi non possiamo fare. Detto questo, il Governo dovrebbe stare più attento a capire quali sono gli effetti collaterali del taglio sulla mobilità.

Provoco: al Governo siete entrambi, sinistra e destra. Possibile che Milano non si faccia mai valere di fronte al governo centrale? Qual è il problema?
E' un problema di ruoli, e non c'è colore politico che tenga. Ognuno si organizza e cerca di amministrare in base alle proprie difficoltà. Da deputato ho visto questo film mille volte. Qui non c'è politica, qui è solo un discorso amministrativo. Sul fatto del rispetto nei confronti di Milano, dico solo che con il decreto del Fare 1, tramite l'amico Maurizio Lupi, la Lombardia e Milano hanno potuto accedere a più di un quarto dei fondi disponibili. Credo che sia un segnale forte.

Da esperto, anche se non è di sua competenza assessorile, che cosa pensa di Atm? E' gestita bene?
Inizialmente avevo dei preconcetti, poi ho sperimentato bene i trasporti metropolitani. E sono stato colpito da un servizio che  funziona e funziona bene. Atm però dovrebbe rivedere il contratto e accordo che ha con il Comune di Milano ("netcost", che equivale a dire che ogni servizio viene pagato singolarmente, ndr): non incentiva il miglioramento. E poi mi rendo conto che in Atm avviene quel che avviene in Trenord: i sindacati il loro lavoro lo fanno molto bene. Negli ultimi tre anni, in Trenord, i contratti di lavoro hanno inciso sul bilancio in modo pesantissimo.

Parliamo di Trenord. I dati di puntualità sono in peggioramento su ogni singolo mese.
I dati che lei ha sono giusti e puntuali. Sono monitorati costantemente da Regione Lombardia. In vista di Expo siamo soggetti, quest'anno, a una marea di lavori sulla linea. Stiamo cambiando il sistema di gestione, che sarà uno dei migliori a livello europeo. Sarà Milano a gestire tutto il traffico delle linee del Nord Italia. Stiamo operando, una parte dei ritardi è dovuto a questo, ma questo inverno andremo al recupero. Poi cerchiamo di capirci, una serie di ritardi è anche dovuto a eventi eccezionali, anche se molto piccoli: imprevisti che non possiamo prevedere, lievi incidenti di ogni tipo.

E' vero che ci sarà i primi di ottobre in Regione un incontro con il management di Trenord per capire le prospettive per il futuro?
Sì, è vero. Abbiamo il nuovo piano industriale. La scadenza è triennale, quindi stiamo definendo tutta una serie di azioni strategiche.

Nel piano industriale è prevista la fusione con Atm?
Attualmente no. Quella è una cosa che eventualmente verrà integrata nel piano industriale. Trenord è una società giovane, solida ma che va consolidata. Il piano industriale a noi serve per questo.

Gli scettici della fusione sostengono che Atm e Trenord sono troppo diverse. Una ha un sistema net-cost, l'altra gross-cost. Dimensioni simili ma con sistemi informatici differenti. Avete diversi contratti di lavoro. Avete diversa organizzazione delle linee. Sono controllate da diverso colore politico. Mi pare che siano di più le cose che vi dividono che quelle che vi uniscono. E' d'accordo?
Faccio mio tutte queste osservazioni. E' un'analisi corretta. Ma non può essere uno steccato. Anzi, queste analisi devono essere uno stimolo per la risoluzione del problema. Se i contratti di lavoro si potessero riorganizzare non sarebbe una cosa negativa, compatibilmente non solo con i lavoratori ma anche con i tempi che stiamo vivendo. Così eviteremmo che in un lontano futuro ci si debba cimentare a fare altro. Queste opportunità, che ritengo complesse, vanno gestite con cautela e facendo dei percorsi fatti bene.

Lei è favorevole, quindi?
Parliamo di una fusione sul livello commerciale, sul ticketing, sull'integrazione dei sistemi. Parliamo di una maggior sinergia. Vorrei poi chiarire che un'eventuale fusione dobbiamo farla per andare incontro ai cittadini. Perché se poi io avessi la sensazione che questo processo finisce per amplificare i problemi, sarei il primo che tira il freno a mano.

Raffaele Cattaneo, suo predecessore in assessorato e attuale presidente del consiglio, ha dichiarato che Trenord ha perso l'impulso di innovazione che c'era sotto l'ex ad Biesuz. Lei che cosa ne pensa?
Non lo so, non conoscevo Biesuz. Trenord è molto giovane, è difficile fare comparazioni prima-dopo. E comunque Trenord non ha bisogno di innovazione, adesso, ma di stabilizzazione. L'innovazione si fa quando si hanno basi solide. Oggi io cerco il consolidamento.

Parliamo delle opere infrastrutturali che stanno "in pancia" alla Provincia di Milano. Ci sono due situazioni radicalmente diverse: TEM e Pedemontana. TEM ha avuto i soldi dal governo. Podestà si lamenta che invece per Pedemontana non sono arrivati.
Non è vero che non sono arrivati. La defiscalizzazione sono 560 milioni di euro. Posso capire il presidente Podestà. Lui voleva un finanziamento cash come è avvenuto per Tem. Voleva soldi perché i soldi sarebbero passati dalla Provincia e avrebbe potuto in questo modo pensare a forme di aumento di capitale. Ripeto: capisco la sua richiesta, ma il periodo è quello che è, e bisogna stringere i denti.

Si dice che adesso la Provincia non voglia più vendere Serravalle, e che se la possa tenere lasciandola in eredità alla città metropolitana. Questa decisione metterebbe a rischio l'opera?
A breve no. Qualche altro mese per gestire la vicenda ce l'abbiamo. Anche perché dobbiamo capire che cosa succederà alla Provincia: pare che ci siano dubbi anche sulla città metropolitana, adesso. E' uno scenario che si deve ridisegnare da un punto di vista istituzionale. D'altra parte, se non riesce a vendere Serravalle, non è che ci sono altre soluzioni. Ma questo non mi spaventa: l'infrastruttura viene gestita a lotti ma la faremo tutta.

 

@FabioAMassa

Tags:
del tenno trenord atm







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