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Milano
tribunale8

di Fabio Massa

Una storia assurda. Roba da non crederci. Se non fosse tutto vero. Vai nella tua casa sfitta da pochi giorni - questo il caso che Affaritaliani.it può raccontare - e chi ci trovi? Un detenuto ai domiciliari. Domiciliari a casa tua. Senza che tu lo sappia. La vicenda inizia quando A.F., classe 1947, decide di affittare un appartamento in centro, dalle parti di Corso di Porta Romana. Si rivolge a un'agenzia immobiliare che sbriga tutte le formalità e trova due clienti di origine ligure. Si premura, prima di mettere nero su bianco il contratto, che sia scritto espressamente "che è fatto espresso divieto di sublocazione totale o parziale, di immettere nell'alloggio persone estranee al nucleo familiare del conduttore, di modificare l'uso convenuto o cedere il contratto". Insomma, i locatari non potevano cedere l'alloggio a nessuno. Altrimenti il contratto sarebbe stato nullo. Tutto procede per il bene? Mica tanto, perché l'inquilino fin da novembre non paga i canoni e le spese condominiali. Ma fin qui sarebbe solo l'ennesima controversia giudiziaria legata a un affitto. Che comunque si risolve consensualmente: l'uomo se ne torna a Genova per motivi di salute.

La padrona di casa, a questo punto, si reca nel suo appartamento per vedere se è tutto a posto e - se del caso - affittarlo nuovamente, sperando magari di essere più fortunata. Che cosa si trova di fronte? "Arredi e masserizie dei vecchi inquilini", è scritto sulla denuncia querela a firma dell'avvocato Guido Camera. In più, c'è un nuovo inquilino, "un detenuto in regime di detenzione domiciliare, soggetto mai conosciuto" dalla padrona di casa. A questo punto la donna si rivolge a un legale, che inizia a mettere nero su bianco una serie di richieste. Tra le quali quella - assolutamente naturale - di riavere indietro il mazzo di chiavi dai vecchi inquilini, che evidentemente l'avrebbero potuto "passare" all'uomo ai domiciliari. L'avvocato si rivolge anche al Tribunale di Sorveglianza di Milano, che si dichiara assolutamente d'accordo sull'assurdita di avere un uomo in casa propria senza essere stati avvertiti. Anzi, fa di più: intima all'inquilino di lasciare quella casa. Per ben due volte. Eppure quello non si muove, perché il problema è che il pronunciamento arriva da Bari, e il giudice competente in quella sede tarda ad esprimersi. Risultato? Il problema ancora non si è risolto. Facendo preoccupare tutti i locatari di Milano, vista la brutta esperienza della signora con la sua casa alle spalle di corso di Porta Romana.

@FabioAMassa

Tags:
detenuto domiciliari






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