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Milano
Fausto Di Mezza

di Fabio Massa

Il vicepresidente del consiglio di sorveglianza di A2A, Fausto Di Mezza, già assessore al bilancio del Pdl del Comune di Brescia, in un'intervista ad Affaritaliani.it entra a piedi uniti sulla polemica di Amsa: "Amsa non è una repubblica indipendente, parliamoci chiaro. E' parte del gruppo A2A, che ha fatto un piano industriale votato all'unanimità sotto la presidenza di Ranci, nominato da Milano. La vicenda di Amsa mette in luce le difficoltà della politica milanese. Pisapia? Le sue parole mi lasciano davvero esterrefatto..." L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Fausto Di Mezza, iniziamo dalle elezioni di Brescia. Ce la farà il Pdl a riconfermare la propria leadership?
Sono fiducioso. Le speranze o le possiblità di vincere il Comune a Brescia sono altissime per il centrodestra. Paroli ha governato bene ed è riuscito con una buona squadra, della quale per alcuni anni ho fatto parte anche io, a risolvere problemi importantissimi soprattutto dal punto di vista economico e finanziario.

Ad esempio?
Ad esempio la città aveva ereditato dal centrosinistra un piano finanziario per quanto riguarda la metropolitana che faceva acqua da tutte le parti. La situazione di bilancio era disastrosa, con una metodologia di contabilizzazione assurda dei dividendi provenienti da A2A. Adesso è stato messo in sicurezza. Se non avessimo fatto quelle operazioni oggi il Comune sarebbe già stato commissariato.

A proposito di A2A, Laura Gamba, candidata M5S, ha detto che se dovesse vincere il loro intento è di chiudere il termovalorizzatore...
Non vinceranno. Ma se dovessero, finirebbe come con Pizzarotti a Parma, che alla fine l'ha lasciato acceso. Non credo che ci sia la possibilità oggi reale di chiudere il termoutilizzatore. Andrebbe in crisi tutto il sistema di smaltimento del nostro territorio non sapendo più dove mettere la spazzatura. E poi metteremmo in difficoltà A2A, della quale Brescia detiene il 27,5 per cento: è il più grande patrimonio che abbiamo. Quelle del M5S sono boutade da campagna elettorale.

Passiamo alla questione Amsa. Sonia Cantoni si è dimessa e Palazzo Marino pare voglia avere i vertici di A2A Ambiente. Brescia che dice?
Qui non è questione di Brescia. Io sono esterrefatto dalle dichiarazioni del sindaco Pisapia. Io ricordo le polemiche che ci furono prima della mia nomina. Dicevano che ero un politico. La verità è che noi non abbiamo mai fatto mistero di avere sia un mandato politico da parte del sindaco di Brescia, sia una provenienza politica con un pedigree ben preciso. Ma dal momento nel quale siamo entrati nel consiglio di sorveglianza abbiamo dato indirizzi alla società facendo sentire la voce del territorio.

E quindi?
E quindi invece mi pare che chi ha criticato dicendo che c'erano i politici in A2A e ha messo i tecnici, stia chiedendo ai tecnici di diventare politici...

Il riferimento è a Pippo Ranci?
Io dal professor Ranci mi sento supertutelato. La scelta di Rossetti, che è il più grande manager italiano in campo ambientale, è stata condivisa da tutti. Il piano industriale è stato apprezzato dai mercati, ed è stato votato all'unanimità proprio sotto la presidenza di Ranci che è di nomina milanese. Nel piano industriale si parlava proprio di Amsa e di tutto il resto. La critica di Pisapia nei confronti di Rossetti è incredibile. Se va bene per gestire la megaholding non va bene per gestire Amsa?

E le richieste future?
Ma Amsa non è mica una repubblica indipendente, parliamoci chiaro. E' parte del gruppo A2A. Quindi A2A ha presentato un piano industriale che semplicemente prevede la modifica del posizionamento di alcuni asset industriali. Ma nulla cambia per quanto riguarda la gestione e la raccolta di Milano. Mi sembrano più che altro difficoltà all'interno della politica milanese.

@FabioAMassa

Tags:
di mezza a2a






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