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Milano
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di Fabio Massa

Roberto Di Stefano è uno dei candidati "giovani" del Pdl alla Regione Lombardia. Consigliere comunale di Sesto San Giovanni, con Affaritaliani.it ci tiene a sottolineare "di aver ottenuto nella Stalingrado d'Italia più preferenze di chiunque altro". La motivazione, per lui, è semplice: "Ho denunciato il Sistema Sesto in aula e in Procura, facendo scoppiare il caso". Poi racconta la sua campagna, fatta di pizze, tam tam e metodi low cost

Roberto Di Stefano, la sua zona è tradizionalmente rossa.
La mia zona insiste su Sesto, Milano, i comuni della Martesana. Ma non disponendo delle risorse dei big, che magari hanno riferimenti dovuti al partito, mi devo concentrare su una parte di territorio. E' anche un fattore positivo, perché consente di dedicare più tempo ai cittadini.

Cosa si prova ad essere candidato nel comune di Filippo Penati?
Nella Stalingrado d'Italia è sicuramente una soddisfazione, essere candidato. Anche perché sono stato il recordman di preferenze, a Sesto San Giovanni, con le 700 dell'ultima tornata elettorale. Romano La Russa si è fermato a un settimo di quanto ho preso io. Probabilmente queste preferenze a me, che ero vicepresidente della commissione urbanistica e ho denunciato in aula consiliare e in Procura alcuni atti della giunta Oldrini che poi sono stati oggetti di indagine e inseriti nel Sistema Sesto, sono state una risposta forte.

Lei è un formattatore? Che cosa ne pensa di questa sensibilità?
Non ho apparentamenti con filoni concorrenti piuttosto che gruppi organizzati. Sono sicuramente espressione dei giovani del Pdl, e al di là del concetto dei "formattatori" che viene proposto a livello nazionale, sono più per il Pdl. Non bisogna formattare nulla, dall'interno di può sempre migliorare. Bisogna procedere con una maggior concertazione e democrazia all'interno del partito. In linea generale la mia candidatura è stata richiesta al gruppo giovani e sono vicino alle loro istanze in generale. Istanze che sono più ampie del concetto di formattazione. Non mi piace essere etichettato.

Come sta svolgendo la sua campagna elettorale?
Sicuramente la mia è una campagna elettorale low cost, basato sul tam tam delle informazioni e sul porta a porta. Non è una campagna elettorale chiusa in segrete stanze e non mi porto dietro truppe cammellate come fanno i big. E' una campagna fatta di gazebo. Più che cene, facciamo pizze a casa di amici.

Mi dica i due concetti con i quali vuole convincere gli elettori.
Primo: il problema delle case per le persone meno abbienti. Abbiamo un sistema di liste d'attesa impressionante e un sistema di mutui con le banche che stanno massacrando la società. Ad oggi la Regione offre una finanza agevolata per le pmi, ma per i cittadini non c'è nulla. Bisogna crearlo. Secondo: vorrei parificare quel che è la situazione delle cooperative alle piccole medie imprese per uscire dalla crisi. Una detassazione dell'Irap e più sgravi fiscali sono possibili.

@FabioAMassa

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