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Milano
Don Colmegna laurea honoris causa 2

Don Virginio Colmegna comincerà oggi uno sciopero della fame a oltranza per la scarcerazione di una giovane donna rom, detenuta a Como per scontare una pena di sei mesi per un episodio di accattonaggio risalente al 2006. Lo ha annunciato lo stesso presidente della Casa della Carità, a palazzo Marino per presentare l'iniziativa "Carcere, diritti e dignità" promossa per questa settimana. "Oggi inizio il digiuno e lo interromperò solo quando quella donna sarà libera. Non mi piace la parola 'sciopero', lo chiamo digiuno, ma certe situazioni intollerabili vanno gridate", ha detto don Colmegna. Il caso è quello di una donna romena di 27 anni, con tre figli, rea di accattonaggio con un minore. L'episodio all'origine della condanna è del 2006 ma, ha spiegato don Colmegna "da allora ha compiuto un grande percorso, è stata seguita da volontari, ha interrotto i legami con gli altri nomadi, nel 2010 è stata accolta alla Casa della Carità e ora vive in un'altra città dove ha una casa, un lavoro, è stimata, e ha tre figli che vanno alle elementari e all'oratorio. Dopo tanti sforzi suoi e dei volontari per raggiungere questa autonomia, sono arrivati i carabinieri per portarla in carcere a Como, a scontare la pena di sei mesi passata in giudicato. Ma quella donna non deve stare in carcere, ha bisogno dei suoi figli, che ancora non sanno nulla, e i suoi figli di lei. In questi casi il carcere non serve, non dà una risposta". Per questo il digiuno, nei giorni della visita del capo dello Stato a San Vittore, con la speranza "che lo possa interrompere al più presto".

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