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Milano

di Andrea Mascaretti

Era il 16 giugno 2012, data della fatidica prima rata dell’IMU, la nuova tassa votata a larghissima maggioranza del Parlamento, quando organizzai il primo “NO IMU DAY” nazionale insieme con gli amici del Tea Party, il blog indipendente “Il Fazioso” e, naturalmente, Affaritaliani contro un balzello che si sarebbe dimostrato molto più pesante di quanto in molti non immaginassero. Condotto in diretta streaming direttamente dal Direttore Angelo Maria Perrino, fu un grande successo di partecipazione a Milano come a Venezia e Roma ma soprattutto nella più grande piazza d’Italia: la rete. I cittadini capirono, i politici invece no! Sarebbe troppo facile dire “noi lo avevamo detto per primi” che l'IMU era una tassa iniqua e andava cancellata o cambiata. Ora tutti ci danno ragione ma non saremo soddisfatti finchè non avremo vinto questa battaglia nell’interesse degli italiani. Riporto dunque alcune riflessioni fatte durante il “NO IMU DAY”2012 affinchè possano trasformarsi in precisi impegni del programma dei principali partiti italiani; occorre riportare al centro dell’attenzione della politica le vere difficoltà dei cittadini, perché devono essere superate  senza ulteriori indugi.
D’altronde noi italiani rispetto ad altri europei abbiamo il più alto numero di abitazioni di proprietà, una sicurezza che questa crisi finanziaria e alcune misure dei governi e delle banche ci stanno togliendo.
L’IMU va a peggiorare ancor di più questa situazione perché crea un’Ingiustizia generalizzata costringendo chi sta pagando un mutuo, con un pesante investimento di 20-30 anni, a dover pagare una tassa per una casa che praticamente, fin quando il prestito non sarà estinto, non è sua a tutti gli effetti.
La fascia degli acquisti di case che riguarda i 18-34enni è sempre più spesso supportata dai genitori: sono loro, in realtà, a finanziare l'acquisto dell'immobile, per "portarsi avanti" in un momento di grande incertezza come quello attuale. Comprano la prima casa ai figli per il futuro ma si vedono colpiti immediatamente dell’IMU che addirittura, in alcuni casi, è ancora maggiore perché le abitazioni per i figli vengono considerate seconde case.
E cosa dire degli anziani in difficoltà che sono costretti, per pagarsi cure mediche o a causa di pensioni minime, a vendere la nuda proprietà del loro appartamento? Rimangono nella casa della loro vita, pur tra mille problemi e devono pagare pure l’IMU. Una doppia insostenibile batosta.
L’IMU, oltre ad aver avuto un effetto negativo sui consumi, ha anche bloccato eventuali investimenti sulle ristrutturazioni, soprattutto su abitazioni di minor pregio e in contesti di edifici vecchi di decenni. Vengono quindi rimandati o tralasciati i necessari interventi sulla sicurezza e sulla manutenzione degli impianti. Un assurdo rischio amplificato da una tassa così onerosa.
Nel secondo trimestre 2012 i mutui erogati sono diminuiti del 41%, le compravendite degli immobili del 23%. Nei primi 9 mesi del 2012 sono 77mila i contratti sospesi dalle banche per disoccupazione o problemi economici dei proprietari. Naturale a questo punto che le famiglie scelgano di rinviare le scelte più onerose, tra cui l`acquìsto di un`abitazione con un indebitamento a medio e lungo termine. Come si fa costruirsi un futuro se non può nemmeno sperare di ottenere un mutuo? Si rende necessario un intervento per aumentare le detrazioni fiscali sui mutui per la prima casa.
Le conseguenze sono negative a tutti i livelli: minor propensione al matrimonio delle giovani coppie, che tenderanno a rimandare le nozze; scelta di abitazioni più piccole, per pagare meno tasse, che scoraggerà la formazione di famiglie con figli; scelta dell'affitto, che renderà meno solida e stabile l'idea stessa dell'abitazione.
Il buon governo non si ciba di facili slogan ma interviene sui temi veramente sentiti dai cittadini. In un periodo di crisi, con i consumi crollati e le famiglie che faticano ad arrivare a fine mese i partiti spesso si perdono in infinite discussioni e litigi su argomenti non prioritari.
Organizzando il “NO IMU DAY” nel 2012 abbiamo deciso di dare voce ai cittadini e ora aspettiamo, insieme a loro, le risposte e gli impegni da quanti si candidano a governare il Paese.
Ci facciano sapere quanti s’impegnano per una completa abolizione dell’IMU o in subordine all’eliminazione di quella sulla prima casa e quanti, in caso di vittoria, interverranno per togliere o comunque diminuire l’impatto dell’IMU su chi: non ha ancora estinto il proprio mutuo; ha comprato casa per i propri figli (che ci vivono); ha venduto la nuda proprietà per bisogno, è in una situazione economica particolarmente sfavorevole o vive in edifici o abitazioni dove è prioritario fare interventi per la sicurezza degli impianti.


 

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no imu day






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